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Abano Terme città laboratorio della geotermia: meno costi, meno emissioni, più futuro

Abano Terme trasforma le acque termali in energia: oltre 450 mila euro per riscaldare Manzoni e Busonera, risparmi fino al 65% sul gas e forte riduzione delle emissioni, modello europeo di buona pratica.

Abano Terme città laboratorio della geotermia: meno costi, meno emissioni, più futuro

Foto di repertorio

Abano Terme compie un passo importante verso un futuro più sostenibile, trasformando la sua risorsa più preziosa – l’acqua termale – in un alleato concreto per il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente. Con l’avvio dei nuovi interventi di riscaldamento delle scuole primarie Manzoni e Busonera, già programmati e finanziati per oltre 450 mila euro, il Comune rafforza un percorso di innovazione avviato per primo sul territorio e già operativo da due inverni.

Abano Terme è infatti il primo Comune ad aver utilizzato in modo strutturato le acque termali reflue per il riscaldamento di edifici pubblici. Non si tratta di una sperimentazione teorica, ma di una scelta concreta che ha già prodotto risultati misurabili. Alla scuola primaria Vittorino da Feltre, grazie al recupero di calore dalle acque reflue dell’impianto natatorio comunale, il consumo di gas è passato in un solo inverno da 38 mila a 14 mila metri cubi: circa il 65% in meno, con una riduzione significativa dei costi e delle emissioni di CO₂.

Ora il Comune compie un ulteriore passo avanti. Con i nuovi impianti alle scuole Manzoni e Busonera verranno utilizzate acque termali a temperatura più elevata, aumentando ulteriormente l’efficienza energetica e riducendo il ricorso alle fonti fossili. Un investimento che va nella direzione di una città più moderna, ma anche più attenta all’uso responsabile delle proprie risorse.

«Abano Terme non innova per moda, ma per visione – spiega il Sindaco Federico Barbierato –. Siamo stati i primi a dimostrare che la geotermia può diventare una vera infrastruttura energetica urbana, capace di portare benefici reali ai cittadini. I nuovi interventi sulle scuole non sono annunci, ma opere già finanziate e programmate».

Negli ultimi anni il Comune ha scelto un approccio chiaro: prima ridurre i consumi degli edifici, poi intervenire sugli impianti. Per questo sono stati investiti oltre 3 milioni di euro sull’efficientamento delle scuole comunali. I risultati parlano chiaro: il consumo complessivo di gas negli edifici scolastici è sceso da 241 mila metri cubi a 107 mila nel 2024, con emissioni di CO₂ più che dimezzate rispetto al 2017.

Un percorso che sta attirando attenzione anche fuori dai confini cittadini. Il modello di Abano Terme è stato recentemente presentato a livello europeo come esempio di buona pratica nella transizione energetica.

"Essere aponensi oggi – conclude il Sindaco – significa poter essere orgogliosi di una città che guarda avanti senza dimenticare la propria identità. Usare bene la risorsa termale vuol dire migliorare la qualità della vita, ridurre i costi pubblici e lasciare un’eredità più sostenibile alle nuove generazioni".

Federico Franchin

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