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Monselice. Santo Stefano si trasforma: auditorium storico grazie al PNRR

Santo Stefano torna a nuova vita: oltre 2,3 milioni dal PNRR per trasformare la pieve in un auditorium da 180 posti, mettere in sicurezza l'ex sacrestia e valorizzare gli affreschi medievali.

Monselice. Santo Stefano si trasforma: auditorium storico grazie al PNRR

Foto di repertorio

Dopo anni di attesa, rilanci e rallentamenti, la chiesa di Santo Stefano è pronta a entrare nella fase decisiva del suo recupero, con un importo complessivo di oltre 2,3 milioni di euro finanziati con fondi del Pnrr. Hanno preso avvio i lavori del secondo stralcio, l’intervento che in circa 120 giorni completerà la trasformazione dell’antica pieve romanica in un auditorium e centro culturale aperto alla città.

Parallelamente è in corso anche un intervento urgente di messa in sicurezza dell'ex sacrestia, un manufatto ormai ridotto a rudere che presentava gravi criticità strutturali. La gara per il “restauro e consolidamento” è stata ufficialmente avviata con un provvedimento dell’amministrazione comunale e prevede il completamento del recupero iniziato con il primo intervento, concluso a fine 2024, che aveva interessato il miglioramento sismico e il rifacimento della copertura.

Proprio durante quei lavori erano emersi importanti affreschi medievali nella parte alta della navata centrale, un ritrovamento che ha contribuito ad arricchire il valore storico del complesso ma che ha anche comportato inevitabili rallentamenti. Il progetto prevede ora la definizione degli spazi interni e delle aree esterne: la navata centrale ospiterà circa 180 posti a sedere per concerti, incontri e convegni, mentre le navate laterali saranno destinate a mostre ed eventi culturali. È prevista anche la sistemazione del sagrato e la riapertura dell'accesso laterale verso via Santo Stefano Superiore. «L'obiettivo è restituire alla città un luogo vivo, capace di dialogare con il vicino cinema Corallo e di diventare parte di un più ampio polo culturale urbano» sottolinea l’assessore Andrea Parolo.

«Nel frattempo abbiamo dovuto intervenire con urgenza sull’area dell’ex sacrestia, dopo una segnalazione che ha portato alla luce una situazione di potenziale pericolo: murature instabili, architravi in legno compromessi, vegetazione infestante» conclude Parolo.

(g.z.)

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