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Politica e sicurezza

La consigliera regionale di FdI Besio replica a Martella: «Venezia è unica, ma non a intermittenza»

La delegata dal presidente Stefani ai temi del capoluogo lagunare, risponde alle accuse del centrosinistra: «Sulla sicurezza basta messaggi fuorvianti»

La consigliera regionale di FdI Besio replica a Martella: «Venezia è unica, ma non a intermittenza»

Foto di repertorio

Venezia non è una città come le altre, ma proprio per questo non può diventare un argomento da usare a corrente alternata. È il senso della replica della consigliera regionale veneziana di Fratelli d'Italia Laura Besio, recentemente delegata dal presidente Luca Stefani ai temi del capoluogo lagunare, alle dichiarazioni del candidato in pectore del centrosinistra a Ca' Farsetti, il senatore Andrea Martella, sul tema della sicurezza.

«Venezia non è una città facile, né ordinaria. Ma non si può invocarne l'unicità solo quando fa comodo», esordisce Besio nella sua prima uscita pubblica nel nuovo ruolo. Un intervento netto, che punta a smontare quella che definisce una lettura «riduttiva e strumentale» di un tema complesso. «Resto sinceramente perplessa» – prosegue – nel vedere come la sicurezza venga trasformata in una questione «da veneziani», ignorando che si tratta di un problema diffuso in tutto il Paese, frutto anche di anni di accoglienza indiscriminata e di un lassismo mascherato da carità, promosso guarda caso da un'area politica vicina al senatore Martella.

Secondo la consigliera regionale, è «immorale» trasmettere ai cittadini messaggi fuorvianti, soprattutto alla luce degli interventi messi in campo negli ultimi anni. «Mai come nell'ultimo decennio Venezia ha visto un impegno concreto sulla sicurezza», rivendica Besio, ricordando l'assunzione di centinaia di agenti di polizia locale, il potenziamento dei mezzi, l'introduzione di taser e bodycam, la creazione della sezione antidroga, l'aumento delle telecamere e la realizzazione di una struttura operativa tra le più avanzate in Europa, oltre alle celle al Tronchetto.

Un lavoro che, secondo Besio, «è evidentemente sfuggito a chi era più impegnato a protestare contro il "sindaco sceriffo"». E rilancia: «Serve chiarezza: o si sta dalla parte della sicurezza dei cittadini, oppure si ammetta che l'obiettivo è solo rendere credibile un'alternativa elettorale».

La replica si estende anche agli attacchi al Governo Meloni. «La differenza è di visione» – conclude Besio –. Per il centrodestra la sicurezza significa regole chiare e applicate. Per altri vuol dire solo «ridurre il disagio». I veneziani non sono miopi: sanno riconoscere chi conosce davvero la città e chi la osserva da lontano senza aver mai prodotto risultati concreti».

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