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Bottrighe, "El Bombasin" in dote ai Bontemponi

Adriano Salvagnin dona "El Bombasin" al gruppo Bontemponi: custodire e rivivere la maschera polesana tra origini contadine, musica, campanacci e questua carnevalesca

Bottrighe, Salvagnin dona El Bombasin ai Bontemponi

Bottrighe, Salvagnin dona El Bombasin ai Bontemponi

Siete i custodi delle tradizione polesana, dedicate tempo, passione, professionalità e per il vostro inarrestabile impegno per la gioia di grandi e piccini, ai vostri numerosissimi riconoscimenti in ogni parte del Paese, vi lascio in dono “El Bombasin” che ho interpretato per tanto tempo insieme ad un gruppo di amici in varie iniziative legate alle tradizioni” con un gesto ricco di significato, il dottor Adriano Salvagnin ha donato al gruppo folk “Bontemponi” due copie e corredo dell’antica maschera polesana, nata ai confini della terra veneziana.

Ciò da custodire nel tempo, ma anche da utilizzare dove necessita, come il recente carnevale. “Bombasin” deriva da un pesante tessuto in cotone, chiamato “bombaso” in dialetto, in quanto serviva per creare un mantello da coprire l'esecutore. E’ una maschera più antica rispetto a quelle della Commedia dell’Arte, legata a riti contadini pre-crstiani, realizzata in legno, con muso di animale, dotato di corna sulla sommità.

Tale era accompagnata da musica chiassosa e da un campanaccio per allontanare la sfortuna e suscitare timore e allegria. Nelle campagne usciva spesso nel periodo della Chiarastella, durante la befana, i “brusa vecia” e quindi a Carnevale, girando tra le case per la questua, raccogliendo cibo e offerte.

Un rito legato al ciclo naturale e all’allontanamento degli spiriti, mescolando paura e ilarità prima della quaresima. (r.m.)

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