Verona, gennaio 2026 – È una storia rara, complessa e a lieto fine quella di Laura, 38 anni, nata con una gravissima cardiopatia congenita e oggi mamma della piccola Atena. Laura è affetta da cuore univentricolare: alla nascita aveva solo il ventricolo sinistro funzionante, una condizione che comporta un rischio elevato di complicanze cardiovascolari e rende la gravidanza un evento fortemente sconsigliato.
Nonostante fosse consapevole delle difficoltà, Laura ha affrontato un percorso lungo e doloroso iniziato nel 2022 e segnato da due aborti spontanei, ricoveri per gravi aritmie durante la gestazione, tre interventi chirurgici e un post-parto estremamente complesso, con 57 giorni di ricovero complessivo. Oggi però Laura, la piccola Atena e il papà Giovanni stanno bene e hanno potuto iniziare la loro vita quotidiana di famiglia. In letteratura scientifica, casi analoghi documentati sono appena tra i 30 e i 50.
A seguito dell'intervento riuscito è stata indetta una conferenza stampa in mattinata alla presenza di Callisto Marco Bravi direttore generale AOUI Verona, prof. Stefano Uccella direttore UOC Ostetricia e Ginecologia, prof. Leonardo Gottin direttore UOC Terapia Intensiva Cardio-toraco-vascolare e le anestesiste Eleonora Pedrazzoli e Elena Caporossi, dott. Matteo Ciuffreda responsabile USD Cardiologia Pediatrica, prof. Giovanni Battista Luciani direttore UOC Cardiochirurgia. Presente anche la signora Laura con la piccola Atena.
Un parto prematuro ad altissimo rischio
La gravidanza di Laura è stata seguita fin dall’inizio come gravidanza ad alto rischio ostetrico, con un percorso assistenziale dedicato. Lo scorso maggio, a 32 settimane e 4 giorni, la rottura prematura delle membrane ha reso necessario l’immediato intervento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.
La scelta è ricaduta su un taglio cesareo programmato, ritenuto più sicuro rispetto al parto naturale, poiché consentiva una gestione più controllata del rischio di sanguinamento e di arresto cardiaco in anestesia generale. L’intervento, eseguito dal professor Stefano Uccella con la dottoressa Anna Festi, e l’anestesia condotta dal professor Leonardo Gottin con la dottoressa Eleonora Pedrazzoli, si sono conclusi senza complicanze.
Atena è nata con un peso di 1.690 grammi ed è stata immediatamente affidata ai neonatologi dell’ospedale di Borgo Trento. Dopo quattro settimane di ricovero in Neonatologia, la bambina è stata dimessa in buone condizioni. Successivamente, Laura ha potuto donare il suo primo latte.
Una gravidanza segnata dalle complicanze
Il cuore di Laura ha faticato ad adattarsi alla gestazione. Intorno alla 27ª settimana si sono verificati due episodi di aritmia severa che hanno reso necessari altrettanti ricoveri in Cardiologia e in Ostetricia. Al secondo ricovero è emerso anche un rallentamento della crescita fetale, che ha richiesto un monitoraggio ancora più stretto.
Tra le principali criticità: un cuore affaticato, la necessità di una doppia terapia anticoagulante, una pressione venosa elevata – tipica della circolazione di Fontan – e l’impossibilità di somministrare farmaci utili a ridurre le perdite di sangue dopo il parto. Sia il parto naturale sia il cesareo comportavano rischi elevatissimi.
Le complicanze dopo la nascita
Il periodo successivo al parto è stato altrettanto delicato. A tre settimane dalla nascita di Atena, a causa di svenimenti ricorrenti e della fragilità del sistema elettrico cardiaco, Laura ha dovuto affrontare l’impianto di un pacemaker. Poco dopo, la ripresa di un’emorragia uterina ha reso necessaria una isterectomia, intervento risolutivo per salvaguardare definitivamente la sua vita.
Il valore del lavoro di squadra
Fondamentale per il lieto fine è stato il lavoro del team multidisciplinare dedicato alla gestione delle cardiopatie in gravidanza, che ha seguito Laura fin dalle prime settimane. Ginecologi, cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti, neonatologi, cardiologi pediatrici e ostetriche hanno operato in stretta integrazione, condividendo ogni decisione clinica.
Laura è portatrice di una circolazione di Fontan, un intervento cardiochirurgico eseguito nell’infanzia che consente la sopravvivenza nei pazienti con cuore univentricolare, ma richiede controlli specialistici per tutta la vita.
“Non mi sono mai sentita una semplice paziente”
«Fino a pochi anni fa non avrei mai creduto che una gravidanza fosse possibile per me – scrive Laura in una lettera di ringraziamento –. Oggi siamo a casa e siamo famiglia. Non mi sono mai sentita una semplice paziente: tutti si sono presi cura di me con una professionalità e un’umanità che non credevo possibili».
«Questa è una storia che racconta il trionfo della vita – ha dichiarato il direttore generale AOUI Verona, Callisto Marco Bravi – ed è il risultato dell’eccellenza dei nostri professionisti e dell’integrazione delle competenze».
Una storia rara, complessa e profondamente umana, che dimostra come la sanità pubblica, nei contesti ad alta specializzazione, possa trasformare una sfida quasi impossibile in una nuova vita.