Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

ATTUALITA'

L’Università di Verona svela il piano strategico 2026-2028: talenti, territorio e futuro

In Consiglio comunale la rettrice Chiara Leardini presenta la strategia dell’Ateneo: attrarre, formare e trattenere persone di valore per generare impatto positivo sulla città e sul Veneto

L’Università di Verona svela il piano strategico 2026-2028: talenti, territorio e futuro

Palazzo Giuliari, sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Verona


VERONA – Un Ateneo sempre più aperto alla città, capace di attrarre talenti, formarli e creare le condizioni perché restino sul territorio. È questa la rotta indicata dal Piano Strategico 2026-2028 dell’Università di Verona, presentato in Consiglio comunale dalla rettrice Chiara Leardini, che ha voluto condividere con le istituzioni e la cittadinanza le linee guida dello sviluppo dell’Ateneo per i prossimi tre anni.

«Il Piano strategico è il progetto per il futuro dell’Università di Verona – ha spiegato Leardini – un Ateneo dinamico e in crescita, che non vuole essere un’isola ma un attore centrale nello sviluppo del territorio. Per questo ho voluto presentarlo alla città».

Al centro del progetto ci sono le persone: studentesse e studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, insieme a imprese, istituzioni ed enti partner. Una comunità che oggi conta oltre 28mila studenti, più di 100 corsi di studio, anche in lingua inglese e con titoli congiunti internazionali, e 13 Dipartimenti, sei dei quali riconosciuti di eccellenza dal Ministero.

Su queste basi si fonda la visione di un Ateneo sempre più attrattivo nella produzione di conoscenza e nell’innovazione, inserito in un contesto territoriale che rappresenta un punto di forza. «Verona e il Veneto sono tra le aree più dinamiche del Paese – ha sottolineato la rettrice – e questo si riflette anche nei dati occupazionali: a un anno dalla laurea lavora l’86% dei laureati magistrali, contro una media nazionale del 78,6%. Investire nell’Università significa investire nel futuro dei territori».

Non basta però formare talenti: la sfida è trattenerli. «È un obiettivo che possiamo raggiungere solo insieme – ha aggiunto Leardini – con un lavoro condiviso tra università, istituzioni e sistema produttivo, per contrastare la fuga dei giovani e affrontare le sfide demografiche e sociali».

Da qui nasce l’“Agenda Territori Attrattivi”, uno dei pilastri del Piano, pensata per rafforzare la capacità di attrarre e trattenere competenze, anche attraverso l’internazionalizzazione. Un programma che mira a offrire opportunità concrete di vita e di crescita professionale, rendendo Verona sempre più competitiva e aperta alle nuove generazioni.

Il Piano Strategico si articola in sedici obiettivi, suddivisi in quattro aree principali – didattica, ricerca, valorizzazione delle conoscenze e internazionalizzazione – affiancate da un’area trasversale dedicata alla comunità universitaria, al benessere organizzativo, alla semplificazione dei processi e alla transizione digitale, con attenzione anche all’uso responsabile dell’intelligenza artificiale.

Un documento che disegna l’Università di Verona come motore di sviluppo culturale, sociale ed economico, sempre più integrato con la città e proiettato in una dimensione internazionale.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione