Scopri tutti gli eventi
ATTUALITA' e SICUREZZA
02.02.2026 - 17:57
Il consigliere regionale in quota PD, Giampaolo Trevisi, ex direttore della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda (VR)
Il consigliere regionale Pd dopo i fatti di Torino: «Chi indossa una divisa è prima di tutto una persona. Continuerò a lavorare perché sicurezza e democrazia camminino insieme»
«L’unica vera bella notizia, oggi, è che Alessandro è vivo e non è in pericolo di vita. E di questo dobbiamo essere profondamente grati».
Trevisi apre così il suo intervento, partendo da quello che definisce l’unico elemento di sollievo in una vicenda che lascia dietro di sé «amarezza, rabbia e molte domande».
«Alessandro è rimasto vittima di persone che partecipano a queste manifestazioni non per esprimere un’idea o un dissenso legittimo, ma con l’unico obiettivo di creare caos e violenza. In mezzo ai moltissimi cittadini che manifestano in modo pacifico, purtroppo si infiltrano sempre più spesso gruppetti che approfittano di queste situazioni per colpire con brutalità altri manifestanti o le forze dell’ordine».
Parole nette, che non mettono in discussione il diritto a manifestare, ma che individuano con chiarezza una deriva violenta. «A lui, alla sua famiglia, ai suoi colleghi del Reparto Mobile di Padova e in particolare a quello che è andato a salvarlo e proteggerlo, va la mia più profonda e sincera vicinanza», prosegue Trevisi. «Non è stato un mio allievo, ma è come se l’avessi conosciuto: è uno di noi».
Il pensiero corre inevitabilmente alla memoria di chi non è tornato a casa. «Ogni volta che accadono episodi come questo, il pensiero torna ai tanti colleghi che non sono tornati, ai poliziotti che hanno perso la vita semplicemente avendo svolto il loro dovere. È una memoria che porto dentro ogni giorno».
Trevisi richiama poi la sua lunga esperienza nella formazione degli agenti. «Per anni, alla Scuola di Polizia di Peschiera del Garda, abbiamo contribuito a formare ragazze e ragazzi preparandoli ad affrontare ogni situazione, anche le più difficili e violente. Sappiamo che questo lavoro comporta rischi, ma resta difficile accettare una violenza così cieca».
Un passaggio, questo, che diventa anche personale. «Devo ammettere che mi ha colpito in modo particolare vedere un’aggressione a martellate, compiuta da altri giovani che probabilmente hanno la stessa età di Alessandro. È qualcosa che fa male non solo come poliziotto, ma come educatore e come padre».
Il confine tra protesta e violenza, per Trevisi, non può essere ambiguo. «Difendere il diritto a manifestare è sacrosanto, ma non può mai trasformarsi in un pretesto per aggredire, odiare, distruggere. La violenza non è protesta, è solo vigliaccheria».
E infine un richiamo al rispetto umano prima ancora che istituzionale: «Chi indossa una divisa è prima di tutto una persona: un figlio, un fratello, un padre. Merita profondo rispetto».
L’impegno, conclude, non si ferma. «Continuerò a lavorare, dentro e fuori le istituzioni, perché sicurezza e democrazia camminino insieme, perché nessuno debba rischiare la vita mentre presta il proprio servizio per lo Stato».
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516