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CRONACA
07.02.2026 - 15:09
Foto di repertorio concessa dall'Arma dei Carabinieri
MINERBE – È stato sorpreso nei giorni scorsi mentre spacciava sostanze stupefacenti ed è finito in manette un cittadino marocchino di 25 anni, già gravato da precedenti specifici, arrestato dai carabinieri a Minerbe, nella Bassa Veronese.
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Este, in collaborazione con i colleghi del N.O.R.M. di Legnago e con il supporto dell’unità cinofila antidroga di Torreglia, “Zico”. L’intervento rientra in un più ampio piano di controllo e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, intensificato nelle aree di confine tra le province di Verona e Padova.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Minerbe rappresentava da tempo un punto di riferimento per numerosi consumatori provenienti soprattutto dal territorio padovano. Per questo motivo, nei giorni scorsi, i carabinieri hanno predisposto un servizio di osservazione in abiti civili, confondendosi tra i pendolari lungo la Strada Provinciale 500.
Durante il servizio, i militari hanno assistito direttamente a una cessione di cocaina: il giovane è stato visto mentre vendeva una dose, di peso inferiore a un grammo, a una donna residente nella Bassa Padovana. L’immediato intervento ha consentito di bloccare lo spacciatore e procedere alla perquisizione personale.
Addosso al 25enne sono stati rinvenuti quasi 100 grammi di hashish, circa 20 grammi di cocaina in “sasso” e 362 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Alla donna acquirente è stata contestata la violazione amministrativa per detenzione di stupefacenti a uso personale, con ritiro della patente di guida.
L’arrestato è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia carabinieri di Este e, nei giorni scorsi, è comparso davanti al giudice per l’udienza di convalida. Il Tribunale ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Verona, come richiesto dalla Procura.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo all’esito del giudizio.
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