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VINITALY 2026

Verona capitale del Vino dal 12 al 15 aprile: tagliato ieri il nastro del 58' Vinitaly

Ieri è stata inaugurata l'edizione 2026 di Vinitaly, la manifestazione che riunische il gotha del mondo del vino italiano e internazionale. Presenti cinque ministri (Tajani, Giuli, Mazzi, Urso e Lollobrigida) oltre al Presidente della Camera Fontana. Nel pomeriggio il passaggio anche di Elly Schlein.

VERONA CAPITALE DEL VINO: TAGLIATO IL NASTRO DEL 58' VINITALY

La bottiglia gigante all'ingresso di Veronafiere per il Vinitaly: all'interno dell'istallazione bicchieri ornamentali con vini italiani e statue che omaggiano la tradizione mitica legata al vino

È stato inaugurato ieri, all’Auditorium Verdi di Veronafiere, il 78° Vinitaly, appuntamento simbolo del vino italiano che si conferma piattaforma internazionale strategica per il settore. Il taglio del nastro ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo produttivo e operatori da tutto il mondo, in un contesto reso ancora più delicato dalle tensioni internazionali e dalle difficoltà logistiche degli ultimi giorni.

Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, che ha sottolineato le complessità organizzative affrontate: la cancellazione di voli in Medio Oriente ha imposto una revisione del programma, senza però compromettere la portata dell’evento. Vinitaly si presenta infatti con numeri imponenti: 4.000 operatori, 18 padiglioni e un calendario fitto di masterclass, degustazioni ed eventi formativi. Forte anche la dimensione internazionale, con oltre 30 iniziative all’estero e una crescente attenzione verso nuovi mercati come India e Australia, oltre all’arrivo sempre più consistente di buyer africani. Il focus 2026 guarda all’enoturismo e al rafforzamento del legame tra vino e cucina.

Nel suo intervento, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha richiamato il valore simbolico della manifestazione, ricordando come Verona rappresenti la prima provincia italiana per export. Il suo messaggio si è concentrato sulla necessità di un impegno comune per la pace: solo attraverso la diplomazia, ha evidenziato, è possibile garantire stabilità economica e sviluppo, e manifestazioni come Vinitaly possono contribuire a rafforzare il dialogo tra i Paesi.

A ribadire il peso strategico dell’export è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il vino, ha spiegato, rappresenta una componente essenziale delle esportazioni italiane, che incidono per il 40% sul PIL. Nonostante le difficoltà legate ai dazi e alla congiuntura internazionale, il settore ha registrato una crescita del 3,3%, confermando che la qualità resta il principale fattore competitivo. Tajani ha anche sottolineato l’importanza dei mercati statunitense e indiano, citando l’economista Frédéric Bastiat per ribadire il ruolo del commercio come strumento di stabilità internazionale, soprattutto in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche.

Il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha posto l’attenzione su un tema cruciale: la necessità di fare squadra al di là delle appartenenze politiche per sostenere una manifestazione come Vinitaly, che rappresenta un asset strategico per il territorio e per l’intero Paese. Tommasi ha richiamato inoltre l’importanza di non perdere mai di vista le lavoratrici e i lavoratori del comparto vitivinicolo, soprattutto alla base della filiera: dalle grandi industrie ai campi, dove le tutele non sempre sono garantite e dove la presenza di manodopera migrante è significativa. Rivolgendosi ai ministri presenti, ha sottolineato la necessità di un approccio più pragmatico e meno ideologico sul fronte dell’immigrazione, evidenziando come una gestione più efficace possa incidere positivamente anche sulla disponibilità di manodopera agricola.

Tra le voci della giornata anche quella del neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, alla sua prima uscita pubblica di rilievo. Mazzi ha evidenziato la sinergia tra il suo dicastero, quello dell’agricoltura e quello della cultura, indicando nell’enoturismo una delle nuove frontiere del turismo del benessere. Dal palco ha inoltre voluto ringraziare Massimo Bottura per il suo ruolo di ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo, rivendicando al contempo l’impegno del governo che ha portato al riconoscimento della cucina italiana, nel suo legame con il vino, come patrimonio UNESCO.

A delineare le prospettive del comparto è stato anche il presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, che ha indicato un obiettivo ambizioso ma realistico: portare l’export del vino italiano dagli attuali 8 a 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile. L’Agenzia ha sostenuto la presenza di oltre 1.000 buyer provenienti da 53 Paesi, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Centrale resta il mercato statunitense, mentre prosegue un’intensa attività promozionale globale con oltre 60 iniziative in 24 mercati nel corso del 2026.

Al termine della cerimonia inaugurale sono stati assegnati i Premi Vinitaly 2026: il Vinitaly International Italia ed estero a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; il premio alla carriera a Attilio Scienza; il riconoscimento “Cent’anni di eccellenza” a Valdo Spumanti e al Consorzio di tutela vino Bardolino.

Nella foto i cinque ministri del governo e il Presidente della Camerapresenti all'inaugurazione di Vinitaly 2026 mentre salutano la stampa dall'interno della bottiglia installata al centro di Verona Fiera.

                                      

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