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Rovigo: pronte quattro grandi mostre per la primavera

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo pensa già alla bella stagione e presenta quattro grandi mostre, due a Palazzo Roverella e due a Palazzo Roncale

Palazzo Roverella Palazzo Roverella
Come ha affermato il Presidente della Fondazione , Gilberto Muraro durante la presentazione, il Polesine non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità come attrattore di un turismo di qualità; attraverso queste grandi mostre si intercettano numerose persone interessate ad avvicinarsi alla grande arte e a questa terra tra due fiumi. Grazie alla proroga, eccezionalmente ottenuta dai prestatori internazionali, sino al 14 marzo si potrà ammirare al Roverella la mostra dedicata a Chagall, fino a metà febbraio a Palazzo Roncale “La Quercia di Dante. Visioni dell’Inferno. Dorè, Rauschemberg, Brand”. Dall’1 aprile sarà possibile visitare la mostra “Arte e musica. Dal Simbolismo alle avanguardie”, che condurrà il visitatore dentro il racconto delle relazioni e delle corrispondenze tra musica e arti visive. Alla fine del XIX secolo si afferma in tutta Europa un filone pittorico ispirato alle opere di Richard Wagner. Nel 1902 la Secessione di Vienna dedica una mostra a Ludwig van Beethoven. Con l’arrivo delle avanguardie, poi, soprattutto dagli anni Dieci del Novecento, i suoni di Johann Sebastian Bach diventano modello e paradigma per la pittura di Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Frantisek Kupka, Félix Del Marle, Augusto Giacometti e molti altri. E così, passando per il Cubismo, il Futurismo, il Neoplasticismo, fino al Dada e al Surrealismo, la musica si conferma un riferimento assoluto, divenendo centrale in Kandinskij e Kle. L’autunno sarà dedicato alla grande fotografia, con una monografica di Robert Doisneau (26 settembre – 31 gennaio). Il suo è un racconto leggero, ironico, che strizza l’occhio con simpatia alla gente. “Mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti.”, scrisse Doisneau. “Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. È una cosa molto fraterna ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori.” A Palazzo Roncale saranno allestite due mostre che parlano di storie universali che partono dal Polesine. A metà marzo inaugurerà la mostra “Quando Gigli, la Callas, Pavarotti... I Teatri Storici del Polesine”. Protagonisti i sette teatri storici del Polesine, che la mostra racconta per immagini, suoni, testimonianze. I sette teatri, tutti recentemente restaurati, sono il Sociale di Rovigo, il Comunale e il Ferrini di Adria, il Cotogni di Castelmassa, lo Zago di Loreo, il Ballarin di Lendinara e il Balzan di Badia Polesine. Sarà un percorso espositivo che andrà a rileggere le loro storie, celebrando i momenti in cui i pochi denari e la molta competenza hanno spinto i gestori a puntare su cantanti giovani con grandi potenzialità: qui debuttò Beniamino Gigli, qui cantò, appena trentenne, Luciano Pavarotti, e poi Antonio Cotogni, Maria Callas, Renata Tebaldi, Giulietta Simionato, senza dimenticare Katia Ricciarelli. L’altra mostra è ancora top secret. Melania Ruggini
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