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04.04.2024 - 09:50
"Chiederò che venga calendarizzata la mozione che ho depositato l'8 marzo per impegnare la Regione ad attivarsi per migliorare la situazione delle detenute madri e delle detenute minorenni - ha dichiarato Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale in visita al carcere femminile della Giudecca - La specificità veneziana impatta anche sulla situazione del personale: le agenti di polizia penitenziaria raggiungono quasi la quota prevista (105 su 135), ma per molte delle neo assunte la Giudecca costituisce un impiego di passaggio. Il personale amministrativo è sotto organico (12 effettivi sui 20 previsti), mentre le educatrici sono cinque". "Se l'esperienza della detenzione è dura per tutti, lo è in particolare per le donne che vivono con maggiore intensità emotiva la separazione dai figli. Occorre garantire concretamente il diritto ai colloqui e alle visite dei familiari, specialmente dei figli - prosegue la consigliera pentastellata - Quella della Giudecca è una tra le cinque case di reclusione femminili presenti in Italia e accoglie donne che provengono da tutta la Penisola: chiaramente questo comporta delle difficoltà per le visite familiari. Per arrivare al carcere è necessario un viaggio in vaporetto che, tra andata e ritorno, costa 19 euro a persona. Un papà con due figli si troverà a spendere sessanta euro, soltanto di vaporetto, per accompagnare i bambini dalla madre: spese che a Roma o Milano non ci sono. Per questo auspico un interessamento da parte del Comune e della Regione". Infine Baldin durante la visita in carcere ha incontrato Vania Carlot della cooperativa sociale "Rio Terà dei Pensieri", responsabile del laboratorio e dell'orto, e Adriano Toniolo della cooperativa sociale "Il Cerchio"
, responsabile della sartoria e della lavanderia industriale. "La Casa di reclusione femminile di Giudecca ha sede in un antico monastero - ha ricordato Baldin - con strutture in parte fatiscenti che proprio in questo periodo sono oggetto di vari interventi di restauro anche in vista dell'allestimento del padiglione della Biennale d'Arte. Gli spazi comuni e di lavoro non mancano: le ottanta detenute, ospitate in camerate da quattro/cinque fino a otto letti, possono trovare impiego nella lavanderia, nell'orto, nel laboratorio cosmetico e nella sartoria, oltre che in cucina e nei servizi di pulizia". Riccardo MusaccoEdizione
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