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05.06.2023 - 20:48
Nella mattinata odierna, nel chiostro del Monastero di San Zaccaria, si è celebrato il 209° Annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, più familiarmente conosciuto come “Festa dell’Arma”, che ricorda la concessione della prima Medaglia d’oro al Valor Militare tributata alla bandiera dell’Arma il 5 giugno 1920 per il comportamento tenuto nel corso della 1^ Guerra mondiale. La ricorrenza di quest’anno coincide altresì con l’80° anniversario dell’inizio della Guerra di Liberazione e con l’eroico sacrificio di Salvo D’Acquisto, al quale è stata tributata la Medaglia d’Oro al Valore Militare per essersi immolato nel settembre 1943 per salvare 22 civili catturati per rappresaglia dai Nazisti a seguito di un attentato. Nella caserma del Comando Provinciale Carabinieri, intitola al Colonnello dell’Esercito Nicolò Madalena, Medaglia d’Oro al Valor Militare caduto in Libia nel 1913, le principali Autorità lagunari e tanti ospiti venuti dall’intera provincia, tra i quali alcuni studenti delle Scuole “Dante Alighieri” e “Gozzi” di Venezia, si sono stretti attorno allo schieramento della Benemerita, che includeva oltre militari di tutti i Reparti territoriali del Comando Provinciale anche personale del 4° Battaglione Carabinieri “Veneto” e dei Comandi di specialità. Numerose le rappresentanze dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Dopo la resa degli onori al gonfalone della città di Venezia e alla bandiera di guerra del 4° Battaglione Carabinieri “Veneto”, è stata data lettura dei messaggi augurali del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi, e del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. A seguire, il Comandante Provinciale della Città Metropolitana lagunare, Generale di Brigata Nicola Conforti, ha tenuto la sua prolusione. L’intervento è iniziato con un ricordo alle vittime e agli sfollati dell’Emilia Romagna, menzionando l’opera dei servitori dello Stato e dei volontari “che si sono prodigati, in maniera encomiabile, per salvare vite umane, contenere i danni e ripristinare normali condizioni di vita”. È seguito un momento di attenzione per i caduti, le vedove e i parenti di chi ha sacrificato la propria vita per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni. Il Generale Conforti ha poi sottolineato l’importanza della coesione, citando le parole del Patriarca di Venezia, Sua Eccellenza Francesco Moraglia, che in più occasione ha invitato a “riscoprire il pronome Noi, non restando imprigionati nel pronome Io, spesso invadente, addirittura egemone, egocentrico”. Il Comandante Provinciale ha, in seguito, tracciato alcune riflessioni, soffermandosi su quella che ha definito la “bussola etica” del Carabiniere, senza la quale “nessuna strategia ha senso, soprattutto nei tempi difficili che stiamo attraversando”. La militarità è stata citata quale stella polare della bussola. Militarità intesa “non come mero dettaglio esteriore, ma come habitus mentale, che consente di proporci eticamente al senso del dovere, allo spirito di servizio, alla solidarietà, al sacrificio”. È stata richiamata la competenza, l’autorevolezza, e la consapevolezza del ruolo, declinata quest’ultima in termini di responsabilità e doveri verso i cittadini. “Ricordiamoci” – ha esortato il Generale nei confronti dei Carabinieri presenti – “che il cittadino si aspetta di avere un punto di riferimento da noi, una certezza. Non possiamo deludere tale aspettativa”. Nel tracciare la grammatica etica del Carabiniere, l’ufficiale ha richiamato il coraggio, l’umiltà, la cultura dell’essere e l’affidabilità. Sono seguite parole di grande apprezzamento per l’eccellente coesione esistente tra i vari attori istituzionali della Città Metropolitana di Venezia. “Una sinergia d’intenti” – ha specificato Conforti – “che deve traguardare costantemente al bene comune e all’interesse generale”.
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