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08.06.2023 - 14:00
“L’indagine della Procura di Verona porta alla luce il marcio che si dirama all’interno del Corpo di Polizia, il cui dovere sarebbe quello di tutelare tutti, in primis i più fragili, come senza-dimora ed extracomunitari in difficoltà. Far rispettare le leggi non ha nulla a che fare con attività di profilazione etnica, discriminazione e lesione della persona”. Queste le parole di Nicola Bongiorno, appartenente all'associazione Radicali Padova, attiva in Veneto e anche nel territorio veronese. “Auspichiamo che le istituzioni venete condannino fermamente quanto avvenuto. Anche il ministro Piantedosi faccia piena chiarezza, senza ignorare quanto diffuso e sistemico sia il problema, in tutta Italia. – rincara – “Il primo passo necessario è arrivare in questa legislatura alla calendarizzazione di un ddl specifico per l’introduzione delle bodycam e dei codici identificativi da apporre alle forze dell’ordine in servizio”. Bongiorno critica, inoltre, le affermazioni del deputato ed ex sindaco di Verona Flavio Tosi, che a mezzo stampa ha richiesto 'maggiori garanzie per chi ogni giorno lavora con i delinquenti': "Tosi banalizza e mistifica i fatti, negando la presenza di una cultura di abuso e discriminazioni che da tempo permea la questura di Verona, come altre in Italia, a scapito di persone poste sotto tutela dello Stato e dei suoi rappresentanti”. “Ci auguriamo che questa sia l'occasione di un profondo rinnovo, che restituisca dignità alle vittime della marginalità sociale, così come all'uniforme e al suo ruolo di garante nella società", conclude Bongiorno.
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