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10.06.2023 - 13:48
A causa dei disagi legati al traffico e alla viabilità, i cittadini hanno accolto l’avvio dei cantieri della filovia con malumore. Tuttavia, se il Comune decidesse di recedere dai contratti la somma stimata da pagare sarebbe di 57 milioni di euro. L’Amministrazione ha più volte sottolineato l’importanza che la filovia riveste sotto diversi aspetti, da quello di dotare finalmente la città di un mezzo di trasporto pubblico di massa veloce ed efficiente al passo con il modello di mobilità delle città europee, ai vantaggi sul fronte ambientale e della qualità della vita, evidenziando i lati positivi di un’opera il cui iter amministrativo è partito più di 30 anni fa. Un ulteriore aspetto da considerare è quello economico. Sul fronte finanziario, infatti, se il Comune decidesse di non realizzare più la filovia dovrebbe pagare direttamente più di 57 milioni di euro tra spese già sostenute e penali. Una somma che è pari a più di un terzo del valore complessivo dell’opera, circa 155 milioni di euro, il 60 per cento dei quali a carico dello Stato e il restante 40 a carico del Comune attraverso Amt3, con un finanziamento della Banca Europea degli Investimenti. Per questa ragione, l’Amministrazione ha cercato di accelerare il più possibile l’iter già avviato: un cerchio che si è chiuso definitivamente grazie all’approvazione da parte della giunta non solo del Piano Economico Finanziario aggiornato dell’opera e l’accordo di contribuzione tra Comune, Amt3 e BEI che premette di proseguire i lavori appena avviati per concluderli nel 2026 come da cronoprogramma. La delibera sarà esaminata dal Consiglio comunale nelle prossime settimane. “Oggi la giunta ha chiuso il cerchio sul progetto filovia, approvando il PEF aggiornato e l’accordo di contribuzione tra Comune e Amt3 – ha spiegato l’assessore al Bilancio Michele Bertucco-. Nel documento viene anche stimato l’onere complessivo conseguente all’eventuale recesso dei contratti in essere e alla rinuncia alla costruzione dell’opera, circa 57 milioni di euro senza contare le eventuali penali che verrebbero richieste dalle ditte appaltatrici. Un danno enorme per le casse comunali che ricadrebbe inevitabilmente sui cittadini”. “Il risultato di oggi è frutto degli importanti passaggi effettuati nei mesi scorsi per iniziare finalmente i cantieri, dall’approvazione della variante da parte del Cipess alla sottoscrizione del mutuo con la BEI – ha detto il presidente di Amt3 Giuseppe Mazza-. Quanto ai lavori già iniziati, stanno procedendo regolarmente sia quelli in Città di Nimes che in via Santa Teresa”.
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