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Palazzo Moroni più accessibile: inaugurato l'ascensore che apre le porte della democrazia

Inaugurato l'ascensore a Palazzo Moroni: accesso senza barriere a sale e uffici comunali grazie a un impianto su misura che sostituisce la servoscala esterna.

Un ascensore per rendere il Municipio davvero accessibile. È stato inaugurato questa mattina il nuovo impianto installato a Palazzo Moroni, che consente anche alle persone in carrozzina o con difficoltà di deambulazione di raggiungere senza ostacoli sale istituzionali e uffici comunali.

L’accesso è collocato al piano terra, all’interno del locale delle ex Scuderie, accanto alla scalinata destra del palazzo, vicino alla statua allegorica della “Vecchia Padova”. Da qui la cabina sale al primo piano, collegando il cortile pensile e permettendo l’ingresso alle sale Paladin e Bresciani Alvarez, tra le più utilizzate dal Municipio. Un’ulteriore fermata al piano 1A consente di raggiungere lo stesso livello dell’ingresso del Palazzo della Ragione, mentre l’ultimo tratto arriva al secondo piano, garantendo l’accesso al Gabinetto del Sindaco, alla Sala Giunta, alla Sala Consiglio e alla Sala Vittoria Scimemi.

L’intervento segna un cambio di passo rispetto al passato: fino ad oggi l’accessibilità era affidata a una servoscala esterna sulla grande scalinata del Palazzo della Ragione, spesso soggetta a guasti a causa dell’esposizione alle intemperie. La piattaforma verrà ora smantellata, restituendo anche continuità visiva alla scalinata monumentale.

Il sindaco Sergio Giordani ha sottolineato la complessità del percorso: «Inserire un ascensore in un edificio vincolato come Palazzo Moroni non è stato semplice. Il lavoro avviato nel 2017, grazie alla determinazione dell’allora consigliere con delega all’accessibilità Paolo Sacerdoti, ha richiesto tempo e passaggi tecnici delicati. Ma l’accesso agli spazi della democrazia è una questione di diritti e di rispetto dei cittadini». Un impegno che si inserisce nel percorso avviato con l’adozione del Peba nel 2020, per l’abbattimento delle barriere architettoniche in città.

Per l’assessora ai diritti umani Francesca Benciolini l’ascensore è «un oggetto concreto e simbolico insieme», perché consente di raggiungere «i luoghi della partecipazione e della democrazia in modo dignitoso», ricordando che l’accessibilità è un beneficio per tutti: persone anziane, genitori con passeggini, cittadini con difficoltà temporanee.

A rimarcare il valore di continuità amministrativa è stata anche la consigliera delegata ad Accessibilità e Vita indipendente Meri Scarso, che ha definito l’intervento «un atto di civiltà» e un passaggio verso un cambio di paradigma culturale: l’accessibilità come elemento strutturale della progettazione urbana, non come tema di nicchia.

Dal punto di vista tecnico, l’architetto Domenico Lo Bosco, responsabile dell’edilizia monumentale del Comune, ha spiegato che l’impianto è stato ricavato sfruttando un cavedio interno privo di vincoli storici, utilizzato in passato per il passaggio di impianti. «È stata realizzata una piattaforma di sollevamento su misura – ha precisato – che rispetta le dimensioni previste dalle norme per l’accessibilità. La fermata al piano 1A è stata inserita in corso d’opera per garantire il collegamento diretto con il Palazzo della Ragione».

L’intervento, realizzato dall’impresa Ruffato, ha comportato un investimento complessivo di circa 133 mila euro, variante compresa. Un’opera che restituisce piena accessibilità alla “casa dei padovani” e rafforza il principio di una città più inclusiva.

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