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Polemica ideologica

Chiusura dei centri islamici, la Lega spinge per controlli più severi in tutta la regione

Dopo la chiusura della moschea di San Donà di Piave, l’europarlamentare Anna Maria Cisint denuncia la presenza di altri centri irregolari e sollecita interventi anche a Mestre

La Lega torna a puntare i riflettori sulle moschee considerate abusive in Veneto. Secondo l’europarlamentare Anna Maria Cisint, all’interno di alcuni centri islamici avverrebbero processi di radicalizzazione, e per questo è necessario intervenire con chiusure mirate in tutta la regione.

“Ancora una volta assistiamo a episodi che dimostrano come alcune moschee possano favorire la diffusione di idee estremiste – ha dichiarato Cisint –. Per questo è fondamentale combattere le moschee irregolari. Finché non esiste un accordo con lo Stato che regoli principi e limiti di comportamento, ogni centro, a nostro avviso, è da considerarsi irregolare”.

L’europarlamentare ha sottolineato come l’amministrazione comunale di San Donà di Piave abbia fatto bene a chiudere il centro islamico di via Monte Popera, e ha aggiunto che analoghi provvedimenti dovrebbero interessare anche la moschea di Mestre, in via Piave, dove opera un imam considerato radicalizzato. Secondo Cisint, la questione riguarda tutta la regione: "In Veneto le moschee irregolari sono numerose" ha spiegato. "Mi arrivano continuamente segnalazioni dai cittadini. Il nostro compito è tutelare il futuro del nostro popolo e del nostro Paese. Per questo questi centri vanno chiusi".

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