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Trento, cacciatori in assemblea: “Presidio del territorio e gestione della fauna”

Al Centro Congressi Interbrennero riunite le 209 riserve trentine

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Si è svolta al Centro Congressi Interbrennero di Trento l’Assemblea dei rettori delle riserve del Trentino, momento di confronto sul ruolo del mondo venatorio nella gestione del territorio e della fauna.

Al centro dell’incontro l’intervento dell’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, che ha ribadito il valore dei cacciatori come presidio attivo del territorio e componente significativa delle comunità locali. Nel suo intervento ha portato il saluto della Giunta provinciale, sottolineando la vicinanza dell’ente al comparto e riconoscendone il contributo sia nella tutela ambientale sia nella dimensione sociale.

Failoni ha evidenziato anche l’importanza del dialogo con l’Associazione Cacciatori Trentini, che ha portato a risultati concreti come il riconoscimento della possibilità di organizzare direttamente i percorsi formativi per la figura dell’esperto accompagnatore, rafforzando competenze e responsabilità interne al sistema.

Segnali positivi arrivano anche dal ricambio generazionale: nel marzo scorso sono stati abilitati 164 nuovi cacciatori, tra cui 24 donne, dato che contribuisce a garantire continuità al settore. Allo stesso tempo, resta centrale il tema della percezione pubblica della caccia, su cui l’assessore ha invitato a lavorare per superare visioni distorte e valorizzare il contributo concreto alla gestione della fauna.

Tra le prospettive indicate anche la possibilità di introdurre forme di incentivo per riconoscere le molte ore di volontariato svolte dai cacciatori, un impegno che porta benefici all’intera collettività.

L’assemblea, che riunisce i rappresentanti delle 209 riserve trentine, si è aperta con un momento di ricordo dei cacciatori scomparsi nel 2025. Ad avviare i lavori il presidente dell’Associazione Cacciatori Trentini, Matteo Rensi, che ha ringraziato la Provincia per il supporto, anche in relazione al progetto della nuova sede e al recente riconoscimento dell’Associazione come ente formatore.

Nella sua relazione, Rensi ha sottolineato come il settore risenta del calo demografico e dell’invecchiamento, con un’età media di 55 anni, ma mantenga una sostanziale stabilità: i soci sono 5.778, a fronte di 5.987 cacciatori praticanti. Positivo anche il quadro della fauna selvatica, in particolare degli ungulati, che superano i 75mila capi censiti, a conferma di una gestione strutturata.

Rilevante, infine, l’impegno sul territorio: nel 2025 sono state effettuate circa 2.000 ore di interventi di miglioramento ambientale su oltre 33 ettari, a cui si aggiungono 6.852 giornate uomo dedicate ai censimenti faunistici, pari a circa 35mila ore di lavoro volontario.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi, il presidente del collegio dell’organo di controllo Giorgio Apolloni, il professor Marco Apollonio e i rappresentanti delle realtà venatorie del territorio, oltre a una delegazione dell’associazione di Bolzano.

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