mercoledì, 22 Maggio 2024
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Vendere o non vendere Bitcoin… questo è il dilemma

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All’interno della comunità della principale criptovaluta sono molti quelli che hanno un atteggiamento integralista e che ritengono che non si dovrebbe mai vendere BTC. Ma è davvero la soluzione più giusta?

Bitcoin può essere considerato come un asset rivoluzionario: una protezione digitale contro l’instabilità economica e un faro di autonomia finanziaria. Una narrazione profondamente radicata nella comunità crypto spesso dipinge questa valuta digitale come un investimento permanente, da non cedere mai, a prescindere dalle circostanze.

Questa prospettiva, sostenuta dagli oltranzisti di Bitcoin, è permeata da un fervore quasi religioso, con il principale dogma del culto che è semplice: mai vendere.

Al servizio delle varie esigenze

Sebbene la convinzione degli integralisti di Bitcoin sia ammirevole e abbia contribuito notevolmente al successo della criptovaluta, è importante riconoscere che il loro dogma potrebbe non allinearsi con la realtà finanziaria di ogni individuo. La verità è che BTC deve servire le esigenze individuali dei suoi detentori, che possono essere diverse, tanto quanto le persone che lo acquistano.

Per alcuni, Bitcoin è un deposito a lungo termine di valore: un asset da mantenere come protezione contro l’inflazione o la svalutazione. È “denaro solido”, la base della loro vita finanziaria. Per altri, soprattutto coloro che non dispongono di un patrimonio finanziario sostanziale, Bitcoin rappresenta un’utilità finanziaria più immediata. È un asset dinamico in grado di generare rendimenti significativi che potrebbero diventare necessari a un certo punto.

La realtà per molti, soprattutto coloro provenienti da contesti economicamente vulnerabili, è che mantenere Bitcoin indefinitamente non è solo impraticabile, ma impossibile. Emergenze finanziarie, traguardi della vita o semplice necessità di incassare un investimento redditizio possono rendere la vendita di Bitcoin l’azione più sensata da intraprendere.

La libertà finanziaria…

Inoltre, c’è una contraddizione che deve essere affrontata nella comunità: l’ideologia ferma di non vendere mai Bitcoin – promossa dagli integralisti – riflette la rigidità spesso criticata nelle élite finanziarie tradizionali.

Questa prospettiva dogmatica non solo va in contrasto con i principi di libertà finanziaria e scelta individuale, pilastri del movimento delle criptovalute, ma rischia anche di generare una eco chamber, un fenomeno in cui le persone si trovano circondate da informazioni e opinioni che confermano e rafforzano le loro convinzioni preesistenti, creando una sorta di “campana di vetro” che le isola da prospettive diverse che ostacola un dibattito costruttivo e strategie finanziarie pragmatiche.

Promuovendo una narrazione unica, gli oltranzisti di Bitcoin stanno finendo (involontariamente) per allinearsi con i custodi finanziari e le ortodossie che originariamente cercavano di contrastare.

… e quella individuale

Questo ci porta al punto più importante di contesa all’interno della comunità: lo scontro tra puristi, che considerano la vendita di Bitcoin come una blasfemia, e pragmatisti, che propugnano un approccio più flessibile agli investimenti in criptovalute.

È cruciale mettere in evidenza storie di individui che hanno ottenuto percorsi finanziari di successo proprio vendendo Bitcoin quando meglio si adattava alle loro circostanze personali e finanziarie. Ci sono molte persone che hanno completamente cambiato le loro vite vendendo Bitcoin al momento giusto o per necessità.

Non dovrebbe essere questo il punto di Bitcoin? Migliorare la vita?

Come sostenitori, il nostro approccio a Bitcoin non dovrebbe essere vincolato da un’ideologia rigida ma adattabile agli obiettivi individuali e ai differenti contesti. Ogni investitore ha esigenze finanziarie e responsabilità uniche che richiedono diverse strategie.

È importante incoraggiare una visione equilibrata di Bitcoin, che rispetti il suo potenziale come deposito di valore a lungo termine, riconoscendo anche le ragioni e i diritti legittimi degli individui di vendere le loro posizioni quando necessario. Questa prospettiva non solo rende Bitcoin più accessibile ma onora anche l’essenza stessa dell’autonomia e della libertà insita nel concetto stesso di criptovaluta.

Al via la prevendita di 99Bitcoins, un token che punta a crescere del 10X

Per chi volesse integrare ai propri Bitcoin delle interessanti nuove crypto emergenti, da qualche giorno è partita la prevendita di $99BTC, il token nativo della celebre piattaforma educativa che monetizza la conoscenza dei suoi utenti attraverso l’innovativo modello di ricompensa Learn-2-Earn.

L’Accademia di 99Bitcoins ha sempre fornito risorse educative di qualità e corsi di formazione per i novizi delle criptovalute ed è un nome molto rispettato nella comunità crypto, visto che conta una comunità con 700.000 iscritti su YouTube e 2 milioni di utenti registrati per i suoi corsi.

Ma 99Bitcoins come promuove l’apprendimento? Attraverso il suo modello Learn-2-Earn, la piattaforma utilizza una combinazione di gamification e di un sistema di ricompense (basato su una classifica), per far sentire agli utenti che il loro apprendimento porta benefici concreti (ovvero, finanziari). In sostanza, gli utenti guadagnano criptovalute mentre imparano le nozioni sulle criptovalute.

L’aspetto della gamification è implementato attraverso vari strumenti educativi come moduli di apprendimento interattivi, quiz e tutorial. Il completamento con successo di queste sfide aumenta di conseguenza la posizione dell’utente nella classifica di 99Bitcoins: migliore è la posizione, maggiori sono le ricompense.

Mentre gli utenti imparano e completano gli esercizi, sbloccano ulteriori corsi, il che significa ancora più ricompense, grazie al modello auto-regolante di Learn-2-Earn che rende il processo coinvolgente e piacevole per tutti. In particolare per la generazione dei più giovani, che ha grande familiarità con i videogiochi e la tecnologia.

La tokenomics

99Bitcoins ha strutturato la sua tokenomics con un particolare focus sull’apprendimento e sull’interazione della comunità. Con un’offerta totale di 99 miliardi di token, la distribuzione riflette una strategia mirata a diversi obiettivi.

Una parte significativa, il 15%, è riservata per la prevendita mentre il 14% è destinato allo staking, che consente agli utenti di “bloccare” i loro token per ricevere un reddito passivo, contribuendo così alla stabilità della rete e al coinvolgimento degli investitori.

Un’altra parte consistente, il 23%, è destinata allo sviluppo e alla manutenzione della piattaforma, così da garantire la sua crescita e sostenibilità nel tempo. Un altro segmento, pari al 17%, è stato designato per premi alla comunità, una percentuale significativa che dimostra un forte impegno nel favorire l’interazione e l’educazione degli utenti, incentivando così la partecipazione attiva.

L’8% è destinato alla liquidità, fondamentale per garantire l’efficienza del trading e la stabilità del prezzo del token sul mercato. Infine, il restante 23% è pensato per il marketing, con l’obiettivo del progetto di espandere la sua visibilità e il suo raggio d’azione.

Vai alla prevendita di 99Bitcoins

 

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