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Nuovi nati 2026, fiocchi azzurri tra Vicenza e Bassano: Rayan e Alessandro inaugurano l'anno

Rayan al San Bortolo alle 2.08; Alessandro al San Bassiano alle 7.27. Sette nascite in 12 ore

Nuovi nati 2026, fiocchi azzurri tra Vicenza e Bassano: Rayan e Alessandro inaugurano l'anno

a newborn baby's feet

Tra Vicenza e Bassano sono due fiocchi azzurri a inaugurare l’anno: storie minime e potentissime, scritte in corsia, mentre fuori la città si sveglia dal Capodanno.

Reparti accesi, luci basse e passi rapidi: la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio è stata intensa negli ospedali del Vicentino. L’Ulss 8 registra il suo primo vagito al San Bortolo di Vicenza, confermando il legame tra territorio e sanità di prossimità. A pochi chilometri, il San Bassiano ha visto un ritmo di nascite che, nelle prime ore dell’anno, ha preso il passo di un piccolo boom.


Per l’Ulss 8 il primo nato del 2026 è Rayan: maschio, venuto alla luce alle 2.08 all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Qualche ora più tardi, alle 7.27, al San Bassiano è arrivato Alessandro, che pesa 2.755 grammi. Due bimbi nati “dopo la mezzanotte del 31 dicembre”, come vuole la tradizione dei primi dell’anno, e due storie che fotografano un passaggio di testimone tra vecchio e nuovo con l’essenzialità di un nome, un’ora e un reparto.


Al San Bassiano le prime 12 ore del 2026 hanno contato sette nuovi nati. Un numero che, nel suo piccolo, racconta l’energia di un inizio e la prontezza delle équipe in servizio. Non è solo una curiosità di Capodanno: è l’indice concreto di un presidio che funziona, di una macchina organizzativa capace di rispondere all’improvviso picco di richieste quando il calendario volta pagina.


Vicenza e Bassano aprono l’anno con due fiocchi azzurri e un messaggio semplice: la comunità si riconosce nei suoi inizi. Rayan e Alessandro, con i loro orari appuntiti sul registro e un peso segnato in grammi, diventano simboli quotidiani di un territorio coeso, dove la sanità pubblica accompagna i passaggi che contano. È una foto di gruppo che vale più di tante parole: reparti operativi, famiglie stanche e felici, e un 2026 che parte con un respiro in più.

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