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Sanità locale
02.01.2026 - 16:30
Giovanni Manildo, Consigliere Regionale del Centro Sinistra
La recente delibera della Giunta regionale, approvata il 30 dicembre scorso, che avvia la procedura per le nomine dei Direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere e universitarie del Veneto, ha suscitato critiche da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico.
In una nota firmata dai consiglieri Giovanni Manildo, Anna Maria Bigon, Antonio Marco Dalla Pozza, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Chiara Luisetto, Andrea Micalizzi, Jonatan Montaniarello, Gianpaolo Trevisi e Monica Sambo, il Pd sottolinea come “pur trattandosi formalmente di un atto di competenza della Giunta, le scelte che ne deriveranno avranno un impatto decisivo sull’organizzazione e sulla qualità della sanità veneta nei prossimi anni. Per questo è inaccettabile che il Consiglio regionale e le forze di minoranza restino completamente esclusi dal confronto preventivo su criteri, indirizzi e priorità.”
I consiglieri evidenziano inoltre una discrepanza tra le dichiarazioni del presidente Stefani e i fatti concreti: “In Consiglio regionale aveva annunciato un cambio di metodo, fondato su maggiore dialogo e coinvolgimento dell’assemblea. Alla prima prova concreta accade esattamente il contrario: decisioni strategiche vengono assunte senza alcun confronto preventivo. Se questo è il ‘nuovo metodo’, siamo di fronte a una semplice operazione di facciata.”
Il Pd chiede che la commissione consiliare Sanità venga coinvolta prima delle nomine, per discutere in maniera trasparente i criteri di selezione e valutazione dei candidati, il ruolo e le garanzie di imparzialità della commissione di esperti, e le esigenze specifiche delle singole Ulss e aziende ospedaliere, considerando le criticità esistenti come liste d’attesa, equilibrio economico-finanziario, carenza di personale e integrazione tra territorio e ospedale.
“La sanità pubblica non è terreno di nomine fiduciarie, ma un bene comune che riguarda milioni di cittadini veneti – affermano i consiglieri – Escludere la minoranza dal confronto significa impoverire il dibattito e indebolire la qualità delle scelte. Chiederemo formalmente l’audizione dell’Assessore alla Sanità in commissione, la condivisione preventiva dei criteri di valutazione e un confronto sulle priorità strategiche prima delle decisioni finali.”
“Trasparenza, merito e partecipazione non rallentano le scelte: le rendono più forti e più credibili”, conclude il gruppo consiliare del Pd.
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