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Emergenza sanitaria

Piano triennale per fermare la rinotracheite bovina nelle stalle della bassa Vallagarina, previsti controlli e indennizzi agli allevatori

A Avio confronto tra Provincia, tecnici e allevatori dopo i casi registrati tra Ala e Avio: misure rafforzate, spostamento degli animali in malga e aiuti economici per contenere la diffusione del virus

Foto dell'incontro

Foto dell'incontro

Un piano di intervento della durata di tre anni, controlli più serrati e indennizzi economici per gli allevatori colpiti. È la strategia messa in campo per affrontare la rinotracheite infettiva bovina (IBR), il virus che sta interessando le stalle della bassa Vallagarina, in Trentino, dopo i casi emersi recentemente nelle aziende di Ala e Avio.

La situazione è stata al centro di un incontro pubblico che si è svolto ieri sera nell’auditorium di Avio, dove il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli hanno incontrato allevatori, tecnici e veterinari per fare il punto e illustrare le misure previste.

Fugatti ha riconosciuto le difficoltà degli allevatori, spiegando che l’obiettivo è trovare un equilibrio tra la gestione dell’emergenza e la tutela delle aziende agricole. Ha invitato inoltre a segnalare subito eventuali nuovi casi per intervenire rapidamente.

L’assessore Zanotelli ha sottolineato come la priorità sia riportare l’intero territorio provinciale a una condizione libera dal virus, per proteggere l’attività di allevamento ed evitare la chiusura delle stalle, considerata una componente importante dell’economia rurale trentina.

Nel corso dell’incontro è stato spiegato che la malattia è sotto osservazione da molti anni a livello europeo e che in Trentino i primi casi erano stati rilevati la scorsa estate proprio nella bassa Vallagarina, con conseguente abbattimento degli animali risultati positivi. Le verifiche hanno inoltre evidenziato collegamenti con contagi provenienti da allevamenti situati in Veneto, mentre nelle ultime settimane si è registrato un aumento dei casi soprattutto ad Avio.

Il piano prevede diverse misure operative: utilizzo di malghe isolate per l’alpeggio degli animali provenienti da stalle colpite, regole più rigide per evitare contagi durante gli spostamenti del bestiame, controlli prima e dopo il periodo in alpeggio e un rafforzamento generale delle misure di igiene negli allevamenti.

È previsto anche un intervento straordinario della Provincia, illustrato da Stella Caden del Servizio agricoltura, con contributi economici tramite un bando a sportello. Gli allevatori potranno richiedere aiuti per compensare le perdite legate all’abbattimento dei capi infetti, presentando un piano di intervento concordato con i servizi veterinari, con tempi, impegni e misure da adottare per contenere la diffusione del virus.

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