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Fiume Brenta, nel 2025 recuperati 40 tonnellate di rifiuti: allarme per l’inquinamento

ETRA e partner europei potenziano monitoraggio e bonifica degli argini, tra rifiuti domestici e industriali abbandonati

Fiume Brenta, nel 2025 recuperati 40 tonnellate di rifiuti: allarme per l’inquinamento

Foto sul posto

Prosegue l’impegno di tutela del fiume Brenta: nel 2025 sono stati recuperati circa 40 tonnellate di rifiuti dagli argini, quasi la metà di quanto rimosso in quattro anni durante il progetto Life Brenta 2030. La crescita degli abbandoni incontrollati preoccupa autorità e cittadini, con criticità evidenti nei comuni di Fontaniva, Grantorto, Carmignano di Brenta e Campo San Martino.

Gli operatori di ETRA SpA, nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Croazia “Wastereduce”, hanno segnalato un aumento del conferimento illecito di materiali domestici e industriali, tra cui oli esausti, pneumatici e amianto. «Scaricare rifiuti nel fiume non è solo incivile, ma costituisce un reato ambientale con effetti diretti sulla salute pubblica», ha dichiarato il Presidente di ETRA, Flavio Frasson.

Per contrastare questo fenomeno, ETRA, insieme ad Arpav ed Etifor, promuove un’azione coordinata con i Comuni rivieraschi e le associazioni locali. Giovedì 22 gennaio a Cittadella si terrà un tavolo tecnico per potenziare le infrastrutture di controllo e prevenzione e per pianificare campagne di sensibilizzazione sui rischi dell’inquinamento fluviale.

L’obiettivo è costruire una strategia di lungo periodo per preservare l’asta del medio Brenta e garantire la conservazione di un habitat fondamentale per fauna, flora e comunità locali.

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