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Verona, spesa sempre più cara: a gennaio aumenti generalizzati secondo Istat

Federconsumatori: il “carrello della spesa” locale cresce dell’1,4%, rincari record su caffè e uova

buoni spesa

Foto di repertorio

Anche nel Veronese si avverte l’inflazione: a gennaio 2026, secondo i dati ufficiali Istat elaborati da Federconsumatori APS Verona, i prezzi hanno registrato un aumento annuo dell’1%, in linea con la media nazionale.

Nel dettaglio, la categoria più sentita dai consumatori, prodotti alimentari e bevande analcoliche, ha subito a Verona un incremento dell’1,4% su base annua, mentre a livello nazionale l’aumento è stato del 2,4%. Crescite significative si sono registrate anche per le bevande alcoliche e tabacchi (+1,4% locale) e per i servizi finanziari e assicurativi (+5%).

Analizzando i singoli prodotti, gli aumenti più rilevanti riguardano caffè (+17,2%) e uova (+23,5%), mentre alcuni alimenti hanno visto cali a doppia cifra, come olio vegetale (-13,2%), bacche fresche (-23,1%) e altra frutta fresca (-15,4%). Anche altri beni alimentari hanno registrato incrementi notevoli: carne, pesce, latticini e frutta a guscio hanno visto rincari tra il 3% e il 10%, con il caffè e le uova in cima alla lista dei prodotti più colpiti.

Dal punto di vista mensile, rispetto a dicembre 2025, si evidenziano rialzi superiori al 2% per pesci freschi e surgelati, ortaggi a frutto, uova, legumi e oli vegetali.

In generale, il “carrello della spesa” a Verona risulta più caro soprattutto per alimenti di largo consumo e prodotti trasformati, mentre alcune categorie come abitazione, trasporti e comunicazioni mostrano cali o aumenti contenuti.

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