All’ospedale San Bortolo di Vicenza è stata eseguita con successo per la prima volta in provincia una nuova procedura per curare la pressione alta quando i farmaci non bastano o non vengono tollerati. Si tratta della denervazione renale, un intervento disponibile solo in pochi centri specializzati della regione.
L’operazione è il risultato della collaborazione tra più reparti dell’ospedale, in particolare Medicina Interna e Cardiologia, che hanno lavorato insieme per individuare e trattare il paziente più adatto.
Questa tecnica viene utilizzata nei casi in cui la pressione resta alta nonostante le cure tradizionali. In pratica, si interviene sui piccoli nervi che circondano le arterie dei reni, responsabili di inviare segnali che contribuiscono ad aumentare la pressione. Quando questi segnali sono eccessivi, il corpo reagisce come se ci fosse bisogno di alzare la pressione, trattenere sale e restringere i vasi sanguigni, anche quando non è necessario.
L’intervento avviene con il paziente sedato ma cosciente: i medici inseriscono un sottile tubicino da un’arteria della gamba fino a raggiungere i reni. Da qui viene rilasciata energia che “disattiva” i nervi responsabili dell’anomalia. La procedura dura circa mezz’ora, prevede una notte di ricovero e nella maggior parte dei casi il paziente può tornare a casa già il giorno successivo.
Si tratta di una tecnica ormai consolidata, resa possibile da studi su larga scala che ne hanno dimostrato efficacia e sicurezza. L’intervento viene eseguito in sala di emodinamica dai cardiologi e può utilizzare diverse tecnologie, come la radiofrequenza o gli ultrasuoni, per ridurre l’attività dei nervi e quindi abbassare la pressione.
I primi benefici si vedono dopo alcune settimane e nell’arco di sei mesi si può ottenere una diminuzione significativa dei valori pressori. Questo permette di ridurre il rischio di complicazioni gravi legate alla pressione alta, come ictus, infarto, problemi ai reni e disturbi della memoria, soprattutto nelle persone più anziane.
Per fare il punto su questa nuova possibilità terapeutica, l’ospedale di Vicenza ospiterà il 22 aprile un incontro tra specialisti del territorio e del Nord Est. L’obiettivo è costruire un percorso condiviso per individuare e seguire i pazienti che possono trarre beneficio da questa tecnica, offrendo così una risposta in più a un problema molto diffuso.
Secondo i dati del Ministero della Salute, infatti, la pressione alta riguarda circa il 18% degli italiani e interessa oltre 150 mila persone solo nella provincia di Vicenza, con numeri che crescono sensibilmente con l’età.