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Salute e prevenzione
26.02.2026 - 16:00
Foto di repertorio
Un gesto semplice, alla portata di tutti, che può fare la differenza. È l’invito rivolto ai cittadini dell’Alto Vicentino in occasione della giornata nazionale “Senti il tuo polso”, promossa dall’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione con il patrocinio dell’ULSS 7 Pedemontana.
Domenica 1 marzo, alle 15, al Faber Box di Schio (viale Tito Livio 25), è in programma un incontro informativo aperto alla popolazione. Interverranno il dottor Antonio Rossillo, direttore della Cardiologia, e il dottor Roberto Bombardi, direttore della Neurologia dell’Ospedale di Santorso.
L’obiettivo è chiaro: spiegare perché sia importante accorgersi per tempo di eventuali battiti irregolari e cosa fare in caso di anomalie. Controllare il polso, infatti, è il primo passo per capire se il cuore sta mantenendo un ritmo regolare oppure no. In presenza di irregolarità è fondamentale rivolgersi al medico per gli accertamenti necessari.
Al centro dell’incontro ci sarà in particolare la fibrillazione atriale, uno dei disturbi del ritmo cardiaco più diffusi. Si tratta di un’alterazione che provoca battiti disordinati e che, se non riconosciuta e curata, può portare a conseguenze serie. Individuarla presto e iniziare subito le cure adeguate consente di ridurre in modo significativo il rischio di complicazioni anche gravi.
Negli ultimi anni il numero di persone colpite da questo problema è cresciuto in modo costante: nel 2010 si stimavano 33,5 milioni di casi nel mondo, saliti a 59 milioni nel 2019. In Europa, secondo le stime, una persona su tre intorno ai 55 anni potrebbe sviluppare questo disturbo nel corso della vita.
I segnali possono essere molto diversi. C’è chi avverte subito un battito irregolare e percepisce chiaramente che qualcosa non va. Altri accusano solo una stanchezza insolita, senza collegarla al cuore. In circa tre casi su dieci, però, il problema non dà alcun disturbo evidente e viene scoperto per caso durante una visita, un elettrocardiogramma o, nei casi peggiori, dopo un ictus o un episodio di insufficienza cardiaca.
Proprio per questo gli specialisti ribadiscono l’importanza di non sottovalutare anche le forme senza sintomi. Chi soffre di fibrillazione atriale, infatti, ha un rischio di ictus cinque volte più alto rispetto alla popolazione generale, una probabilità triplicata di sviluppare problemi di cuore e un rischio di morte raddoppiato.
Da Schio parte quindi un appello semplice ma concreto: imparare a “sentire il proprio polso” può diventare un’abitudine preziosa per la salute di tutta la comunità vicentina.
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