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Via ai lavori
28.02.2026 - 15:30
La cerimonia dell'avvio dei lavori
Si è tenuta questa mattina a Padova la posa della prima pietra della Seconda Torre dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, nuovo ampliamento destinato a diventare il cuore delle future attività scientifiche. La struttura, battezzata “Orizzonte della Ricerca”, ospiterà una Cell Factory di nuova concezione dedicata allo studio delle cellule RNA, delle CAR T e delle tecnologie di medicina personalizzata.
Alla cerimonia, svoltasi nel piazzale adiacente all’IRP in Corso Stati Uniti, hanno partecipato alcune centinaia di persone tra volontari, ricercatori e sostenitori. La benedizione della prima pietra è stata impartita da don Luca Facco, Vicario Episcopale della Diocesi di Padova. L’evento è stato anche l’occasione per la firma dell’Accordo Quadro che unisce Regione Veneto, Università di Padova, IOV, Azienda Ospedale-Università, Fondazione Cariparo, Fondazione Centro Nazionale Ricerca e Sviluppo terapia genica e Fondazione Città della Speranza per accelerare lo sviluppo di terapie avanzate.
Il fondatore e presidente IRP Franco Masello ha sottolineato che la Seconda Torre rappresenta «il prosieguo dell’impegno tra pubblico e privato per far sì che la ricerca diventi più velocemente farmaco». Masello ha ricordato il valore simbolico della nuova costruzione, definita «l’Orizzonte della Ricerca, verso il quale salperemo tutti insieme».
Il presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, ha evidenziato che la nuova struttura «non è solo un cantiere, ma il simbolo della nostra nuova statura», ribadendo l’obiettivo di trasformare la parola “incurabile” in un ricordo del passato.
Per l’Istituto di Ricerca Pediatrica, l’amministratore delegato Stefano Lupi ha rimarcato la crescita dell’attività scientifica e la necessità di nuovi spazi. Andrea Camporese, vicepresidente IRP e responsabile del progetto Cell Factory, ha indicato sostenibilità e rapidità come i due cardini del nuovo investimento, ricordando che le nuove terapie dovranno essere non solo efficaci, ma anche accessibili.
Il direttore scientifico dell’IRP, prof. Eugenio Baraldi, ha definito la Cell Factory «un patrimonio importante per la sanità veneta» e un esempio virtuoso di collaborazione strutturata tra pubblico e privato.
Il sindaco di Padova Sergio Giordani ha richiamato il valore simbolico della giornata, ricordando che «da soli si va veloci, ma assieme si va lontano» e ribadendo l’obiettivo di non lasciare che «una malattia precluda il futuro a nessun bambino».
Il prorettore vicario dell’Università di Padova, Antonio Parbonetti, ha parlato di «investimento concreto nelle terapie avanzate» che rafforza il ruolo del Veneto nell’innovazione biomedica.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito la nuova torre «la prova concreta che una scommessa ambiziosa può continuare a essere vinta», riconoscendo il contributo della comunità scientifica e dei volontari.
La nuova costruzione sarà collegata all’attuale sede dell’Istituto per ottimizzare costi e spazi comuni, tra cui reception, area accoglienza e direzione tecnica. L’edificio, articolato su tre piani più un livello destinato a parcheggio, coprirà circa 11mila metri quadrati complessivi. Il costo dell’intervento è stimato in 21 milioni di euro. Il progetto architettonico punta alla massima sostenibilità: sono previste tecnologie impiantistiche a energia rinnovabile e una copertura piana destinata al fotovoltaico.
Nei nuovi laboratori troveranno posto unità di ricerca dedicate all’oncoematologia pediatrica, tra cui attività dell’Università di Padova e gruppi già operativi nell’Istituto, come Euroimmun e R&I.
Con l’avvio del cantiere partirà anche la campagna “Costruiamo insieme il futuro della ricerca”, finalizzata a sostenere economicamente la Seconda Torre. Il nome di ogni benefattore sarà riportato negli ambienti del nuovo edificio e nell’Albo d’Oro della Fondazione.
La Fondazione Città della Speranza ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale di Padova, alla Regione Veneto, all’Arma dei Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, all’Interporto e ai professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione lavori. Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno già offerto materiali e supporto tecnico, oltre a Coldiretti per il buffet e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della giornata.
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