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Formazione sul referendum
28.02.2026 - 17:09
Foto dell'incontro
Ieri pomeriggio, al Centro Culturale Altinate/San Gaetano di Padova, si è parlato di costituzione, libertà e diritto.
Alcune delle figure più esperte in materia, moderate dal giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, hanno esposto i pro e i contro dell'imminente riforma costituzionale, di carattere estremamente tecnico e complesso ma per la quale c'è un concreto rischio che la votazione si sposti su un piano esclusivamente politico.
«Il diritto può essere spiegato in modo semplice, anche se si tratta di un insieme di norme complesse», ha spiegato il professor Michele Di Bari, docente di Diritto Costituzionale Comparato all’Università di Padova e deciso sostenitore del "no". «Bisogna parlarne e cercare di far capire ai cittadini una materia così complessa».
Secondo Di Bari, è essenziale comprendere il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo che garantisce l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati, assicurando così che tutti i cittadini siano trattati in modo eguale davanti alla legge. «Questa garanzia va mantenuta anche per il futuro», ha sottolineato il docente, ricordando che la scelta dell’Assemblea costituente di istituire tali organi di garanzia affonda le sue profonde radici nella storia della Costituzione e dei padri fondatori. «Spesso dimentichiamo il prezzo altissimo pagato da chi ha posto queste basi per noi».
Il professore ha affrontato anche la questione del pubblico ministero, che rischia di trasformarsi nella figura del procuratore tipica delle serie televisive americane. «A me i procuratori che puntano solo a incastrare l'imputato non piacciono neanche nelle serie TV», ha affermato con decisione. «Io desidero un pubblico ministero che cerchi la verità nell’interesse della collettività, non qualcuno che miri alla condanna per fare carriera o per alzare i propri numeri».
Di Bari ha concluso richiamando la differenza rispetto al ruolo dell’avvocato: «Se il pubblico ministero si accorge che un indagato è innocente, ha il dovere di cercare l'assoluzione, se invece è colpevole deve raccogliere prove contro di lui. L’avvocato, invece, deve fare di tutto per difendere il suo assistito a prescindere dalla colpevolezza, perché il suo compito non è accertare la verità, ma tutelare il cliente».
Per Di Bari, dunque, conoscere e comprendere questi meccanismi e come potrebbero cambiare con la riforma non è un esercizio accademico, ma un passo fondamentale per proteggere le garanzie costituzionali e la fiducia dei cittadini nella macchina giudiziaria.
Gli altri sostenitori del "no" presenti all'incontro erano il docente di Diritto Penale dell'Università Statale di Milano e il giornalista Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano.
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