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Politica
01.03.2026 - 15:19
Foto di repertorio
Il progetto di realizzare a Loreo un impianto per il trattamento, tramite incenerimento, di fanghi provenienti da acque reflue civili e industriali riaccende il confronto politico nel Delta del Po. A intervenire è Giacomo Bovolenta, candidato del centrosinistra unito alle elezioni suppletive del 22 e 23 marzo, sostenuto da Italia Viva, Pd, Avs e da diverse realtà civiche.
Secondo Bovolenta, la discussione in corso mette in luce una questione più profonda rispetto al singolo impianto: l’assenza di una direzione chiara per il futuro del territorio. “Le polemiche di queste settimane – sottolinea – dimostrano che nel nostro Delta non tutti hanno deciso quale strada intraprendere. Senza una visione condivisa si rischia di compromettere qualsiasi progettualità di ampio respiro, proprio in un’area che possiede potenzialità straordinarie”.
Il candidato evita di entrare nel merito tecnico delle possibili ricadute ambientali e sanitarie, tema sul quale – ricorda – la mobilitazione è attiva da mesi, ma amplia il ragionamento alla coerenza delle scelte strategiche. “Come possiamo promuovere il Parco del Delta, le spiagge, il turismo lento, le ciclovie, le attività legate alla valorizzazione paesaggistica e, allo stesso tempo, accettare l’insediamento di un impianto di questo tipo? Qual è la coerenza di fondo?”, si chiede.
Per Bovolenta il nodo è anche politico e territoriale: perché una struttura del genere dovrebbe sorgere proprio in Polesine? “Non risulta una necessità esclusivamente locale. E allora perché continuiamo a ricevere proposte di insediamenti che altrove vengono respinti? Il rischio – afferma – è che il nostro territorio venga considerato una sorta di area marginale dove collocare ciò che altri non vogliono”.
Il riferimento è alla percezione di un Polesine “vasto, poco abitato e poco difeso”, che potrebbe diventare terreno appetibile per interessi esterni non legati alla comunità locale. Una dinamica che, secondo il candidato, contrasta con l’immagine di paradiso ambientale che il Delta ambisce a rappresentare.
Da qui l’appello alle istituzioni, a tutti i livelli: comunale, provinciale, regionale e nazionale. “Serve una posizione compatta a sostegno della comunità e delle realtà civiche già mobilitate. Non possiamo assistere a prese di posizione a corrente alternata, a seconda dei casi”.
In conclusione, Bovolenta invita a superare le contrapposizioni di parte e a costruire una pianificazione di lungo periodo per il Delta del Po. “Lo sviluppo e la tutela di questo territorio non sono né di destra né di sinistra. Occorre definire un modello chiaro e perseguirlo con coerenza, senza personalismi. È questa, per me, la politica al servizio del bene comune”.
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