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Hockey Inline
02.03.2026 - 14:11
Gonzalez festeggia il gol del 2-1 di Farmer, arrivato proprio dal suo assist. Foto di Vito de Romeo
Un weekend di grande spettacolo e intensità agonistica si è appena concluso alla pista di pattinaggio di Legnaro, che ha ospitato le finali della Coppa Italia di hockey inline.
Una corsa a quattro dalla quale l'MC Control Vicenza è uscita vincitrice, dopo quattro sfide di altissimo livello tecnico e una prova di grinta e forza che hanno consolidato lo strapotere berico, nonostante l'esclusione del campione americano Corey Hodge per un problema burocratico. Delusione, invece, per i padroni di casa, con i Fox che chiudono la kermesse hockeistica all'ultimo posto. Ma andiamo con ordine.
Sabato di sfide a senso unico, con le semifinali che tracciano un netto divario tra le prime e le seconde classificate. Il Verona, finito con grande sorpresa di tutti tra le prime quattro dopo la storica eliminazione dell'Asiago ai quarti (3-2 il risultato al Pala Avesani dopo i tempi supplementari), non riesce a ripetere l'impresa contro il Milano, cedendo ai lombardi con un perentorio 11-1. Forse ancora più clamorosa la prova di forza dei campioni in carica, che mandano in rete otto giocatori di movimento sui dodici a disposizione per il risultato finale di 12-1 tra Vicenza e Legnaro. Grande prova di Davide Dal Sasso, che trascina i vicentini con ben quattro reti e due assist, mentre l'unica rete padovana arriva dalla stecca di capitan Diego Ometto, che trova il gol della bandiera a due minuti dal termine su assist del giovanissimo Mattia Marchet, 17 anni il prossimo novembre. Nonostante la cocente sconfitta, infatti, il futuro del Legnaro si prospetta estremamente brillante, con il gruppo di giovani più numeroso e promettente dell'intera Serie A.

Chiusa la pratica semifinali, domenica è stato il turno delle gare da medaglia. A sorpresa, il bronzo va a Verona, che ripete l'impresa di un mese fa contro l'Asiago, vincendo di nuovo in rimonta, questa volta contro il Legnaro. Una partita molto maschia e nervosa, orchestrata ad arte dal coach veronese Alessio Buzzo, fino all'anno scorso tecnico proprio dei padovani. Le reti di Daniele Carron per i Fox Legnaro e di Raffaele Zabbari e Luca Perini per il Cus Verona sanciscono il 2-1 finale per gli scaligeri.
Ma l'apice del torneo è stato domenica pomeriggio, alle 16.00, quando Vicenza e Milano si sono date battaglia in una sfida che è ormai un Clasico dell'hockey inline italiano. I tre precedenti incontri della stagione, due in campionato più la supercoppa di novembre a Forlì, hanno visto trionfare Vicenza, e così è stato anche ieri, ma al termine di una partita che è stata tutto fuorché adatta ai deboli di cuore.
Primo tempo molto equilibrato, con Francesco Campulla che apre le marcature per il Vicenza a sei minuti dall'avvio. Poi, alla metà del primo tempo, Milano trova il pareggio con Lettera ma i francesi Farmer e Gonzalez riportano immediatamente in vantaggio i berici. A sei minuti dall'intervallo Lorenzo Campulla risponde al fratello riportando il match sul 2-2 prima che la coppia Delfino-Vendrame trovi la combinazione vincente per il 3-2 vicentino con cui si va all'intervallo.
Il secondo tempo parte a senso unico in favore dei Lombardi, che trovano prima un nuovo pareggio e poi il primo vantaggio del match con le reti di Jesse Nuutinen e Owen Haiek nei primi cinque minuti di gioco. Esattamente alla metà del secondo tempo, con dieci minuti ancora da giocare, Filippo Centofante trova un fondamentale, ma temporaneo, pareggio per i biancorossi, prima che i lombardi prendano il largo con altre due reti. Le reti di Jakub Bernard e Alessio Lettera portano il risultato sul 6-4 e per Vicenza sembra finita. I ragazzi di Jacopo Rizzotto, però, non si fanno abbattere e tentano il tutto per tutto con tre minuti ancora da giocare: fuori il portiere Michele Frigo per un giocatore di movimento in più, tiro da metà campo di Vendrame che viene parato, ci arriva prima di tutti Pace servendo Dal Sasso per un backhand che lascia ai milanesi un solo gol di scarto. Poi il pareggio a un minuto dalla fine, sempre con l'uomo in più. Mischia dietro la porta del Milano, Dal Sasso ne esce col disco e serve Delfino, bomber assoluto del campionato, per il 6-6 che porta le squadre ai supplementari.
I lombardi risentono psicologicamente di questo micidiale 1-2 e cercano di riportare ordine dopo tre minuti di puro caos, con un possesso lento e macchinoso che apre l'overtime. Il gioco in 3-3 impone grande prudenza, perché il minimo errore può aprire lo spiraglio per il gol partita, e Milano rimane in possesso per quasi due minuti ininterrotti. Poi è la volta del Vicenza, che recupera il disco e imbastisce una delle sue incursioni letali. Campulla scarica con un velo per Farmer prima di cadere, forse per uno sgambetto non sanzionato, si rialza, riceve il disco, scarica subito per Farmer che intanto si era appostato tutto solo nell'angolo e, con la difesa milanese in tilt, riceve il disco con cui regala ai suoi il terzo titolo stagionale, proprio lui che aveva aperto le marcature.

Il palazzetto esplode di gioia, con i tifosi di casa contenti per la vittoria di una squadra veneta e i tantissimi tifosi venuti da Vicenza che esultano per i propri beniamini, usciti vittoriosi da una partita a dir poco incredibile e più che degna di assegnare un trofeo nazionale.
Al termine dell'incontro, Francesco Campulla, eletto MVP della finale, ha dedicato la vittoria a Hodge: "È stata una prova di grande carattere! Una vittoria sofferta, ma per cui avevamo una motivazione in più. Questa coppa è sì per la squadra, la società e i tifosi, ma era doveroso vincerla e festeggiarla con Corey Hodge che non ha potuto ingiustamente giocare."
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