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Eventi più sicuri, nasce il corso contro le molestie di genere

Sarà rivolto ad associazioni e volontari: «Una donna su tre ha subito molestie negli spazi pubblici»

Eventi più sicuri, nasce il corso contro le molestie di genere

Foto di repertorio

Un percorso formativo per prevenire molestie e violenze di genere durante feste, sagre e manifestazioni pubbliche. È l’iniziativa lanciata dalla Fondazione trentina per il volontariato sociale, che nei giorni scorsi ha presentato un progetto rivolto alle associazioni del territorio e a chi organizza o presidia eventi aperti al pubblico.

L’obiettivo è fornire strumenti concreti per riconoscere situazioni a rischio e intervenire in modo consapevole. Il progetto nasce in collaborazione con il Centro studi interdisciplinari di genere dell’Università di Trento e punta a costruire un linguaggio comune e una maggiore consapevolezza su ciò che costituisce molestia in contesti affollati e dispersivi.

Carla Maria Reale, docente del Dipartimento di Sociologia e rappresentante del Centro studi, ha ricordato che una donna su tre, prima dei 30 anni, ha subito molestie negli spazi pubblici. Ha spiegato inoltre che i corsi saranno rivolti a chi organizza eventi pubblici, con l’intento di creare una base condivisa di conoscenze e strumenti utili ad affrontare situazioni problematiche durante feste, sagre o festival.

I percorsi formativi – della durata di nove ore ciascuno – alterneranno momenti teorici ad attività pratiche, con l’obiettivo di aiutare volontarie e volontari a riconoscere comportamenti inappropriati, individuare dinamiche discriminatorie e sapere come intervenire in modo responsabile.

Il progetto, già sperimentato alla fine del 2025, entra ora nella fase operativa su scala più ampia. La presidente della Fondazione, Donatella Turrini, ha sottolineato che l’ente sostiene il volontariato sociale e che da quest’anno intende operare attivamente anche su temi sensibili come la sicurezza negli spazi pubblici, affinché le persone possano sentirsi più tutelate durante eventi e manifestazioni.

Durante la presentazione è stato ribadito che la prevenzione non può essere demandata esclusivamente alle istituzioni o alle forze dell’ordine, ma deve diventare parte integrante della cultura organizzativa delle associazioni. L’intenzione è quella di estendere progressivamente l’iniziativa su tutto il territorio provinciale, coinvolgendo un numero crescente di realtà.

Tra i partner figurano il Comune di Trento e il Comune di Rovereto. La coordinatrice del Centro studi di genere, Mara Coppola, ha evidenziato che sicurezza, prevenzione e comunità consapevole rappresentano i concetti chiave del percorso, aggiungendo che la sicurezza deve essere considerata una responsabilità condivisa.

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