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04.03.2026 - 16:48
Foto di repertorio
La situazione a Marghera si fa sempre più tesa. I lavoratori di Versalis, azienda del gruppo Eni, hanno ufficialmente dichiarato lo stato di agitazione permanente dopo un’assemblea tenutasi la scorsa settimana. I sindacati di categoria – Cgil, Cisl e Uil – hanno comunicato che sono pronti a intraprendere nuove azioni di protesta se non verranno prese in considerazione le loro richieste. Al centro della vertenza c'è la difesa del futuro del sito industriale di Marghera e dei suoi circa 290 dipendenti.
I sindacati chiedono con fermezza alla Regione Veneto di convocare un incontro, ma il vero obiettivo è ottenere un tavolo ministeriale dedicato esclusivamente al destino di Marghera e al rilancio del suo settore petrolchimico. "Non possiamo accettare che la questione venga trattata come una questione locale", si legge in una nota congiunta delle sigle sindacali.
In particolare, le richieste dei lavoratori riguardano la necessità di un nuovo piano industriale che non si limiti a "mantenere" lo stabilimento, ma che guardi al futuro con progetti di sviluppo concreti. Tuttavia, l’azienda, secondo i rappresentanti sindacali, continua a rifiutare ogni confronto diretto sull'organizzazione del lavoro e sul futuro della struttura.
La protesta ha avuto un punto di picco a febbraio, con uno sciopero indetto dai sindacati, ma i problemi sembrano persistere. Nonostante gli investimenti promessi negli anni, molti sono stati sospesi o rinviati, con l'eccezione di un progetto di riciclo del polistirolo che, però, non copre neanche un quarto dei lavoratori. "Non vogliamo che si passi il messaggio che stiamo accettando la chiusura del petrolchimico di Marghera", ha dichiarato Michele Pettenò, segretario della Filctem Cgil.
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