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Tagli all'istruzione

L’USR Veneto riduce del 60% i distacchi agli Istituti della Resistenza: a rischio le attività didattiche in tre province

La decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale comporterà la perdita di tre docenti su cinque negli Istituti Storici della Resistenza del Veneto, con effetti diretti sulla proposta formativa

Enzo Maraio, Segretario nazionale PSI

Enzo Maraio, Segretario nazionale PSI

L’USR Veneto ha comunicato che nel prossimo anno scolastico saranno tagliati tre dei cinque distacchi concessi agli Istituti Storici della Resistenza del Veneto. Una riduzione del 60% motivata, secondo l’ufficio, da esigenze economiche, ma che rischia di avere ripercussioni rilevanti sulla qualità della didattica in tre province su cinque.

I docenti distaccati non verranno licenziati: faranno semplicemente rientro nei loro istituti di provenienza. Tuttavia, il risparmio economico appare contenuto rispetto al contraccolpo culturale, che gli istituti definiscono “enorme”, poiché molte attività legate allo studio della Resistenza, della storia contemporanea e dell’educazione civica non potranno essere garantite con la stessa continuità.

Secondo alcune voci critiche, la scelta di ridurre le risorse destinate agli istituti che custodiscono la memoria della Resistenza non sarebbe del tutto casuale in un momento in cui il Paese è guidato da un governo di centrodestra. La Resistenza, si osserva, continua a essere percepita con difficoltà da una parte della destra, mentre per la maggioranza degli italiani rappresenta un patrimonio storico e culturale fondamentale, tutelato dalla Costituzione.

Dal fronte socialista arriva un messaggio chiaro: sull’istruzione dei giovani non si risparmia, si investe. Da qui l’auspicio che le forze progressiste presenti in Parlamento presentino al più presto un’interrogazione al Ministro competente per chiedere chiarimenti e sollecitare l’USR a rivedere la propria decisione.

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