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Capannina di Arsego, via alla demolizione
Canella: “Salvare e valorizzare la memoria”

Giorni contati per la storica Capannina di Arsego, il locale che per decenni ha animato i pomeriggi e le serate di generazioni di giovani. Prima della demolizione l’amministrazione raccoglierà materiali e ricordi dei cittadini, in un progetto di valorizzazione della memoria

Capannina. Un nome che ai giovani di oggi ricorda la Versilia o il noto locale fronte mare a Jesolo. In pochi ricordano che anche uno storico locale di San Giorgio delle Pertiche aveva questo nome. Il passato remoto è d’obbligo visto che a fine marzo l’insegna luminosa è stata definitivamente rimossa, anticipando la demolizione dello stabile prevista nelle prossime settimane.

La deposizione della storica scritta ha simbolicamente dato il via ad una nuova fase che, da un lato prevede un nuovo assetto urbanistico ma dall’altro avvia una serie di iniziative volte a raccogliere i ricordi di chi ha vissuto gli anni “ruggenti” del locale, affinchè non vadano dispersi con la demolizione dello stabile. Per questo il 21 marzo l’amministrazione comunale ha annunciato, proprio davanti all’ex locale, un progetto di recupero della memoria, da conservare e valorizzare. Si partirà proprio dall’insegna, che sarà restaurata da una ditta specializzata. A seguire la cittadinanza è invitata a raccogliere fotografie, video e testimonianze legate alla storia della Capannina. Il materiale raccolto verrà catalogato e inserito in una mostra dedicata a cui seguirà una pubblicazione.

Malgrado la nostalgia la decisione di demolire l’immobile non aveva alternative. Chiuso da più di 25 anni, l’ex sala da ballo appartiene al comune dall’inizio degli anni Duemila, in seguito a una complessa operazione urbanistica. Il recupero con la precedente finalità non sarebbe stato possibile dal momento che l’edificio sorge in centro abitato e non è dotato di parcheggi, oltre al fatto che le condizioni di stabilità sono critiche e sono presenti materiali edili e inerti speciali che richiedono una bonifica. D’accordo alla demolizione anche la Soprintendenza che ha dichiarato lo stabile di “non interesse culturale” a causa delle difformità tra l’edificio odierno e la struttura originale che risale addirittura al Seicento. Nel tempo sono state apportate significative variazioni che si sono stratificate, originando l’immobile attuale.

Quale futuro si prospetta, dunque? Nell’immediato, dopo la demolizione, sarà realizzato un piazzale pubblico mentre si stanno valutando soluzioni per restituire lo spazio alla collettività. Grazie a questa operazione il comune otterrà un contributo dal GSE (Gestore servizi energetici) di oltre un milione e mezzo di euro che sarà destinato, alla demolizione stessa, al completamento del nuovo complesso scolastico di Arsego, all’allestimento del nuovo auditorium e del nuovo palasport.

Al termine della cerimonia il sindaco Daniele Canella ha condiviso una riflessione: “Non ho vissuto direttamente gli anni della Capannina, ma nel tempo ho ascoltato molti racconti, ricordi e aneddoti che restituiscono con forza ciò che questo luogo ha rappresentato per la nostra comunità. È un patrimonio immateriale che merita attenzione e rispetto. Per questo, mentre affrontiamo con responsabilità le scelte necessarie sul piano urbanistico, siamo impegnati nella ricerca di eventuali finanziamenti che possano consentire, in prospettiva, una valorizzazione dell’area recuperata. L’obiettivo - ha aggiunto il primo cittadino - è coniugare memoria e futuro, trasformando un passaggio complesso in un’opportunità concreta per il territorio. La memoria della Capannina non dovrà essere collegata al rudere degradato di un edificio che per anni è stato simbolo del paese ma, anche grazie a questa iniziativa culturale, potrà essere immortalato nel tempo e trasmesso di generazione in generazione attraverso i ricordi e le emozioni di chi l’ha vissuta” ha concluso Canella.

Andrea Benato

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