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Piombino Dese cresce con i suoi ragazzi: quando i giovani progettano una città

Tra libri e spazi pubblici, il Comune costruisce una visione che mette bambini e ragazzi al centro della crescita della comunità, trasformando educazione e territorio in un unico percorso condiviso

Piombino Dese cresce con i suoi ragazzi: quando i giovani progettano una città

Piombino Dese negli ultimi anni sta costruendo una direzione molto chiara: mettere i ragazzi e i bambini al centro della vita della comunità, non come semplici destinatari di iniziative, ma come parte attiva del modo in cui il territorio cresce e si trasforma. Due episodi recenti raccontano bene questa idea, anche meglio di tante parole: da una parte la consegna dei dizionari agli alunni delle classi terze della scuola primaria, dall’altra l’inaugurazione del Parco Arcobaleno alle Meolde. Due momenti diversi, ma che sembrano parlare la stessa lingua.

Nel primo caso, quello dei dizionari, non si è trattato solo di un gesto simbolico. L’Amministrazione Comunale ha incontrato i bambini insieme all’Assessore all’Istruzione Claudio Bastarolo, all’Assessore alla Cultura Ornella Marangon e alla bibliotecaria Arianna Mason, consegnando uno strumento che accompagnerà il loro percorso scolastico. Ma il messaggio è andato oltre il libro in sé: le parole non servono solo per scrivere bene, ma per scegliere come stare al mondo. Usarle bene significa imparare a costruire relazioni, a comunicare senza ferire, a dare forma ai pensieri. E la risposta dei ragazzi ha reso tutto ancora più concreto: entusiasmo, curiosità, e persino un biglietto di ringraziamento fatto a mano, colorato, spontaneo, che ha ribaltato il rapporto istituzione–scuola in qualcosa di molto più diretto e umano.

Pochi giorni dopo, lo stesso filo è riapparso nel nuovo Parco Arcobaleno alle Meolde. Un parco pensato per essere inclusivo, aperto, vissuto da tutti, ma soprattutto nato con un dettaglio che lo rende diverso da molti altri: i ragazzi non sono stati spettatori, ma hanno partecipato alla sua costruzione ideale. Hanno scelto il nome, hanno immaginato gli spazi, hanno contribuito a dare forma alle aree gioco e alla disposizione degli elementi. In pratica, una parte di quel parco porta già la loro firma, anche se non scritta.

Se si guardano insieme questi due episodi, si capisce che non sono iniziative isolate. Da una parte la scuola, dall’altra lo spazio pubblico, ma in mezzo c’è la stessa idea: crescere una comunità partendo da chi la vive per primo nel futuro, cioè i più giovani. Anche perché il Comune, dentro il suo Piano degli Interventi e nelle sue politiche di programmazione del territorio, sta portando avanti una logica di riqualificazione degli spazi e attenzione alle scuole che va proprio in questa direzione, cioè rendere il paese più a misura di persona, non solo di infrastruttura.

Alla fine, quello che emerge è quasi una fotografia semplice ma potente: bambini che ricevono strumenti per imparare a leggere il mondo e, allo stesso tempo, bambini che contribuiscono a costruire fisicamente il luogo in cui quel mondo lo vivranno. Piombino Dese si racconta così, senza grandi proclami, ma attraverso gesti concreti che parlano tutti nella stessa direzione: quella di una comunità che prova a crescere insieme ai suoi giovani, non dopo di loro.

Elena Scapin

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