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Aumentano gli infortuni sul lavoro a Belluno: il Cobis lancia due incontri per prevenire le cadute dall'alto

Due appuntamenti per datori e lavoratori su formazione, prevenzione e pratiche operative

incidenti sul lavoro

Immagine di repertorio



UN CAMPANELLO D'ALLARME CHE NON SI PUÒ IGNORARE
Gennaio 2026 porta con sé un segnale preoccupante: nella provincia di Belluno gli infortuni denunciati sono aumentati, con 26 denunce in più rispetto a gennaio 2025. Di fronte a questa impennata, il Cobis Belluno (Comitato paritetico bilaterale per la sicurezza) ha deciso di intervenire con due appuntamenti formativi rivolti a datori di lavoro e lavoratori del settore artigiano, in particolare a chi opera in quota.


NUMERI, CONTESTO E CAUSE
Il bilancio 2025 si era già chiuso con 2.881 infortuni denunciati in provincia, una cifra rilevante anche se leggermente inferiore all'anno precedente. Tuttavia l'inizio del 2026 registra un ritorno di tendenza con 242 denunce totali nei primi giorni dell'anno e un aumento di 26 casi solo a gennaio rispetto allo stesso mese del 2025. Tra le cause ricorrenti individuate dal Cobis figurano ritmi di lavoro dettati da scadenze burocratiche o incentivi, l'articolazione in catena dei subappalti e controlli non sempre adeguati. A questi fattori si sommano le specificità del territorio bellunese: neve, ghiaccio, forti pendenze e condizioni meteo variabili che rendono più rischose le attività in quota e nei cantieri all'aperto.

LAVORI IN QUOTA: CHI È PIÙ ESPOSTO
Gli incontri si rivolgono in modo mirato ai professionisti dell'installazione, della manutenzione e del sistema casa: installatori, manutentori, antennisti e figure affini che svolgono frequenti interventi in quota e spesso in condizioni ambientali complesse. Il focus è sulle cadute dall'alto, causa primaria di incidenti gravi in questi settori.

I DUE APPUNTAMENTI SUL TERRITORIO
Cobis Belluno ha organizzato due incontri pubblici, gratuiti ma con iscrizione obbligatoria (info 0437 954411): - martedì 14 aprile, dalle 17 alle 19.30, a Calalzo di Cadore, presso l'Ente cooperativo di consumo, Piazza IV Novembre 5; - giovedì 16 aprile, dalle 17 alle 19.30, a Belluno, presso il ristorante Nogherazza di Castion.

PROGRAMMA E SOGGETTI COINVOLTI
Gli incontri prevedono approfondimenti teorici e pratici. Oltre al Cobis interverranno: - i vigili del fuoco, che analizzeranno il contesto operativo del lavoro in sicurezza anche in scenari post-emergenza; - lo Spisal Belluno, che presenterà un'analisi specifica sugli infortuni da caduta dall'alto; - il collegio guide alpine Veneto, incaricato di illustrare la corretta applicazione delle misure di sicurezza in contesti esposti e complessi. Questa composizione di relatori punta a intrecciare competenze tecniche, operative e preventive, offrendo ai partecipanti strumenti pratici immediatamente trasferibili sul posto di lavoro.

PERCHÉ LA FORMAZIONE E I CONTROLLI SONO CENTRALI
Cobis sottolinea che gli episodi recenti sono indicativi della necessità di rafforzare formazione, prevenzione e controlli, soprattutto in contesti operativi complessi. La formazione specialistica e l'adozione costante di buone pratiche possono ridurre ritmi pericolosi, fughe in avanti dettate da incentivi impropri e gli effetti della proliferazione dei subappalti, che spesso riducono la responsabilità percepita e i livelli di controllo.

UN PROGETTO CHE EVOLVE SULLE ESIGENZE REALI
L'iniziativa rappresenta l'evoluzione di una proposta già sviluppata negli anni precedenti: Cobis Belluno l'ha aggiornata alla luce delle nuove esigenze, con l'obiettivo di migliorare le competenze operative e diffondere pratiche concrete applicabili nella quotidianità lavorativa. L'approccio mira non solo a informare, ma a modificare comportamenti e processi aziendali per prevenire incidenti.

L'APPELLO AI SINDACATI E ALLE IMPRESE
Cobis evidenzia come anche i sindacati abbiano lanciato l'allarme sugli infortuni: il confronto tra enti, rappresentanze dei lavoratori e imprese è fondamentale per individuare interventi efficaci. Serve una responsabilità condivisa che includa controlli più stringenti, piani formativi mirati e verifiche periodiche sulle condizioni operative, specie dove il territorio aggiunge rischi meteorologici e geomorfologici.


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