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Economia internazionale

A Vinitaly da Verona l’appello del governo: “Difendere il vino italiano e aggiornare le regole europee per sostenere il settore”

La presidente del Consiglio interviene alla fiera del vino di Verona e sottolinea il peso economico e l’export del comparto, chiedendo interventi su costi, energia e norme europee

La premier Giorgia Meloni al punto stampa di Vinitaly

La premier Giorgia Meloni al punto stampa di Vinitaly

Il mondo del vino italiano, che rappresenta circa l’1% del prodotto interno lordo nazionale e uno dei settori più forti del “made in Italy”, è stato al centro dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni oggi a Vinitaly, la principale manifestazione dedicata al settore ospitata a Verona, in Veneto.

Nel suo discorso, la premier ha richiamato il valore economico del comparto, che genera un fatturato superiore ai 14 miliardi di euro e si distingue per la forte capacità di esportazione. «Siamo nel luogo dell’1% del PIL italiano, in uno dei momenti più difficili tra Ormuz, petrolio e le difficoltà dei mercati», ha dichiarato Meloni, sottolineando come il vino italiano continui a essere una “vetrina” importante del sistema produttivo nazionale e a ottenere risultati positivi sui mercati esteri.

Il settore vitivinicolo italiano resta infatti tra i primi al mondo: primo per quantità prodotta ed esportata e secondo per valore a livello globale. Un risultato che, secondo la presidente del Consiglio, è stato mantenuto anche nell’ultimo anno nonostante le difficoltà legate ai dazi e alle tensioni internazionali.

Accanto ai risultati economici, però, emergono anche le criticità. Il comparto agricolo e vinicolo, ha ricordato Meloni, deve fare i conti con l’aumento dei costi, soprattutto per l’energia. Per questo il governo ha già introdotto alcune misure di sostegno, come la riduzione delle tasse sul gasolio agricolo e l’estensione di crediti d’imposta per compensare i rincari dei carburanti.

«Abbiamo cercato di evitare aumenti del gasolio agricolo e di riconoscere un credito d’imposta legato ai rincari», ha spiegato la premier, ribadendo l’obiettivo di garantire la continuità produttiva di un settore considerato strategico anche per l’economia del Veneto e del Nordest.

Nel suo intervento, Meloni ha poi affrontato anche il tema delle tensioni internazionali, evidenziando gli effetti che queste hanno su energia e fertilizzanti, elementi fondamentali per l’agricoltura. Tra le priorità indicate, la necessità di lavorare per stabilizzare l’area mediorientale e per riaprire le rotte commerciali considerate strategiche.

Ampio spazio anche al confronto con l’Unione europea. La presidente del Consiglio ha chiesto una riflessione sulle regole economiche e ambientali europee, a partire dal Patto di stabilità, fino ai sistemi legati alla riduzione delle emissioni e alla tassazione sulle importazioni. In questo contesto ha parlato anche della possibilità di sospendere temporaneamente alcune misure, come il CBAM, ritenendo necessario adattare le norme al contesto economico attuale.

«Sospendere il CBAM oggi potrebbe fare la differenza», ha affermato Meloni, richiamando la necessità di maggiore flessibilità nelle decisioni europee.

Sui rapporti internazionali, la premier ha ribadito il ruolo centrale degli Stati Uniti come alleato strategico, sottolineando al tempo stesso l’importanza di mantenere autonomia nelle posizioni politiche. Ha inoltre espresso solidarietà in merito ad alcune recenti dichiarazioni ritenute inaccettabili sul Pontefice.

Infine, sul tema dell’energia, Meloni ha invitato alla prudenza rispetto a possibili cambiamenti sul gas russo, ricordando l’importanza delle sanzioni economiche e la loro efficacia nel quadro geopolitico attuale. «La pressione economica sulla Russia resta l’arma più efficace per costruire la pace», ha osservato.

In chiusura, dalla fiera veronese, la presidente del Consiglio ha ribadito il sostegno del governo al settore del vino, definendolo un pilastro dell’economia italiana e un comparto capace di resistere anche nelle fasi più difficili.

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