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Emergenza ambiente
14.04.2026 - 18:10
Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico
Torna l’attenzione sull’inquinamento nel Veronese, in particolare nell’area di Cologna Veneta e lungo il bacino del fiume Fratta Gorzone.
La consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, in una nota diffusa dopo il deposito di una nuova interrogazione in Consiglio regionale del Veneto, parla di una situazione che “non può più essere ignorata”.
“Il nostro territorio è sotto scacco da troppo tempo e non possiamo più permetterci di ignorare la gravità della situazione ambientale che sta soffocando Cologna Veneta e l’intero bacino del Fratta Gorzone”, ha dichiarato Bigon.
L’interrogazione, presentata con il sostegno di altri consiglieri del gruppo, chiede di fare chiarezza sulla presenza di sostanze inquinanti nelle acque e nei sedimenti della zona. Al centro della vicenda c’è il collettore gestito dal consorzio ARICA, che raccoglie gli scarichi dei depuratori della Valle del Chiampo.
Secondo quanto riportato, pur nel rispetto formale dei limiti previsti, nelle acque continuano a essere trovate sostanze chimiche di difficile smaltimento, appartenenti alla famiglia dei PFAS, già noti per la loro persistenza nell’ambiente, insieme a composti di nuova generazione.
Preoccupazione anche per la presenza di cloruro di vinile nelle acque sotterranee sotto i giardini del centro storico di Cologna Veneta, già segnalata nei mesi scorsi. Per Bigon si tratta di “un ulteriore elemento di un quadro ambientale molto preoccupante”.
La consigliera sottolinea inoltre come non sia sufficiente analizzare le singole sostanze, ma sia necessario considerare l’effetto complessivo dell’insieme degli inquinanti presenti nel territorio, in un’area già da tempo sottoposta a forti pressioni ambientali.
Nel testo viene inoltre richiamata la gestione dei flussi d’acqua nel Fratta Gorzone, dove in alcune situazioni vengono immessi ulteriori volumi attraverso canali artificiali per favorire la diluizione degli scarichi.
“Non è più accettabile limitarsi a controllare i singoli parametri senza valutare l’impatto complessivo e la persistenza di queste sostanze nell’ambiente”, ha aggiunto Bigon, chiedendo alla Regione Veneto di chiarire se il fiume sia ancora in grado di sostenere il carico di sostanze presenti.
Nell’interrogazione si chiede infine alla Giunta regionale di fornire dati aggiornati sulla qualità delle acque e dell’ambiente, con l’obiettivo di garantire la tutela della salute dei cittadini e il rispetto degli standard europei.
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