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Resistere Veneto lancia Agirmo: corsa solitaria per il Comune di Venezia

Autonomia, turismo e sicurezza al centro del programma. Ma pesano incognite politiche e isolamento

Resistere Veneto lancia Agirmo: corsa solitaria per il Comune di Venezia

Fonte: Facebook Roberto Agirmo

Un ingresso tardivo, ma con l’ambizione di rompere gli schemi. Il movimento Resistere Veneto ufficializza la candidatura a sindaco di Venezia di Roberto Agirmo, scegliendo una linea netta: nessuna alleanza, né al primo turno né in un eventuale ballottaggio.

Una decisione che segna l’identità politica del gruppo, deciso a posizionarsi fuori dagli schieramenti tradizionali. Agirmo, imprenditore turistico mestrino classe 1967, si presenta come volto civico con esperienze pregresse in ambito locale e un profilo legato al settore dei viaggi, alla guida di un network di oltre 200 agenzie.

Dietro la lista c’è la regia di Riccardo Szumski, figura centrale del movimento, che alle ultime regionali ha raccolto circa il 5% dei consensi. Una base elettorale che ora punta ad ampliarsi intercettando il voto di chi non si riconosce nei partiti tradizionali.

Autonomia e insularità al centro

Tra i pilastri programmatici spiccano il rafforzamento dell’autonomia locale, con riferimento all’articolo 119 della Costituzione, e il riconoscimento della condizione di insularità di Venezia. Temi già portati in Consiglio regionale, ma che — secondo il movimento — non hanno ancora trovato un reale sbocco politico a livello nazionale.

Turismo: stop al ticket, nuove formule per i visitatori

Sul fronte turistico, Resistere Veneto propone di superare il ticket d’ingresso alla città, sostituendolo con un aumento della tassa di soggiorno e con l’introduzione di carte dedicate ai visitatori. Due le ipotesi: una card da 25 euro per soggiorni brevi, con accessi facilitati ai musei minori, e una da 200–250 euro per permanenze più lunghe, comprensiva di trasporti scontati e ingressi gratuiti nei musei.

Sicurezza e rigenerazione urbana per la terraferma

Ampio spazio anche al tema sicurezza, soprattutto nelle aree di terraferma, dove viene indicata come priorità. Accanto a questo, il movimento propone un cambio di rotta sul piano urbanistico: meno consumo di suolo e più interventi di rigenerazione urbana, nel tentativo di intercettare anche l’elettorato sensibile alle tematiche ambientali.

Tra ambizioni e criticità

La scelta di correre da soli rappresenta al tempo stesso un punto di forza e un rischio. Se da un lato rafforza la coerenza del progetto politico, dall’altro potrebbe limitare il peso del movimento nelle dinamiche amministrative e nei rapporti istituzionali, soprattutto sui dossier più complessi come l’autonomia speciale.

A pesare, inoltre, è la figura dello stesso Szumski, le cui posizioni controverse su temi sanitari potrebbero complicare il dialogo con una parte dell’elettorato e delle istituzioni.

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