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Montegrotto Terme, nuovi ristori per i commercianti esclusi dal Canone Unico

Dopo i lavori in viale Stazione, l’amministrazione prepara un fondo integrativo per includere anche le attività non soggette al CUP

Montegrotto Terme, nuovi ristori per i commercianti esclusi dal Canone Unico

Foto di repertorio

Il Comune di Montegrotto Terme estende il perimetro degli indennizzi destinati alle attività commerciali penalizzate dai lunghi lavori di riqualificazione di viale e piazzale Stazione. Entro la fine di aprile verrà infatti definito un nuovo fondo economico pensato per includere anche le imprese rimaste escluse dal primo pacchetto di ristori, in quanto non soggette al Canone Unico Patrimoniale.

Si tratta di una correzione e integrazione del provvedimento approvato a dicembre 2025, quando la Giunta aveva stanziato complessivamente 25mila euro per 26 attività coinvolte dai disagi del cantiere. In quell’occasione era stata prevista l’esenzione dal CUP per il 2024 — pari a 8.865 euro — e la distribuzione della quota restante tra gli esercenti interessati, con importi differenziati in base al canone versato da ciascuno.

Il meccanismo, però, aveva finito per escludere quelle realtà commerciali che, non essendo tenute al pagamento del Canone Unico Patrimoniale, non avevano potuto accedere al ristoro, pur avendo subito gli stessi effetti negativi dei lavori e delle limitazioni alla viabilità durati quasi un anno.

Il sindaco Riccardo Mortandello riconosce il limite del precedente impianto amministrativo, pur nella cornice normativa di riferimento: «Quando abbiamo definito il primo intervento — spiega — eravamo vincolati al parametro del Canone Unico Patrimoniale. Fin da subito, però, era evidente che una parte dei commercianti restava fuori, pur avendo sopportato gli stessi disagi. Per questo stiamo lavorando per individuare risorse aggiuntive e garantire un ristoro equo a tutti».

L’obiettivo dell’amministrazione è ora quello di costruire un meccanismo di compensazione parallelo, che consenta di riconoscere un sostegno omogeneo all’intera platea delle attività colpite dalla lunga chiusura stradale del 2024.

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