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Terme euganee, presenze stabili nel primo bimestre 2026

Turismo in lieve flessione negli arrivi, ma cresce la componente straniera. Federalberghi: “Il soggiorno si accorcia, serve un piano condiviso per il rilancio”

Terme euganee, presenze stabili nel primo bimestre 2026

Foto di repertorio

Avvio d’anno all’insegna della stabilità per il comparto turistico del bacino termale euganeo, con dati sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall’Osservatorio turistico regionale del Veneto relativo ai primi due mesi del 2026.

Nel complesso, gli arrivi segnano una flessione del 2,14%, mentre le presenze restano quasi invariate (-0,88%). Più dinamico il mese di febbraio, che registra un incremento sia degli arrivi (+4,1%) sia delle presenze (+4,3%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Un segnale incoraggiante arriva dal turismo internazionale, in crescita nel primo bimestre: +0,88% negli arrivi e +1,8% nelle presenze.

A leggere i numeri è Walter Poli, presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, che invita però alla prudenza. “La tenuta complessiva è un dato positivo – osserva – ma non si può ignorare un cambiamento strutturale della domanda. La durata media del soggiorno si sta riducendo sensibilmente, attestandosi a circa 2,5 giorni, segno di una fruizione sempre più concentrata sui weekend”.

Secondo Poli, il fenomeno richiede un intervento strategico condiviso: “Serve un confronto immediato tra istituzioni e operatori per costruire un piano di sviluppo turistico unitario, che affronti promozione, rigenerazione urbana e ripensamento dell’offerta complessiva della destinazione”.

Federalberghi Terme Abano Montegrotto rappresenta le imprese del comparto termo-alberghiero del bacino euganeo, che conta circa 5.000 addetti, oltre 3 milioni di presenze annue e un fatturato complessivo stimato in circa 400 milioni di euro.

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