Avvio d’anno all’insegna della stabilità per il comparto turistico del bacino termale euganeo, con dati sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall’Osservatorio turistico regionale del Veneto relativo ai primi due mesi del 2026.
Nel complesso, gli arrivi segnano una flessione del 2,14%, mentre le presenze restano quasi invariate (-0,88%). Più dinamico il mese di febbraio, che registra un incremento sia degli arrivi (+4,1%) sia delle presenze (+4,3%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Un segnale incoraggiante arriva dal turismo internazionale, in crescita nel primo bimestre: +0,88% negli arrivi e +1,8% nelle presenze.
A leggere i numeri è Walter Poli, presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, che invita però alla prudenza. “La tenuta complessiva è un dato positivo – osserva – ma non si può ignorare un cambiamento strutturale della domanda. La durata media del soggiorno si sta riducendo sensibilmente, attestandosi a circa 2,5 giorni, segno di una fruizione sempre più concentrata sui weekend”.
Secondo Poli, il fenomeno richiede un intervento strategico condiviso: “Serve un confronto immediato tra istituzioni e operatori per costruire un piano di sviluppo turistico unitario, che affronti promozione, rigenerazione urbana e ripensamento dell’offerta complessiva della destinazione”.
Federalberghi Terme Abano Montegrotto rappresenta le imprese del comparto termo-alberghiero del bacino euganeo, che conta circa 5.000 addetti, oltre 3 milioni di presenze annue e un fatturato complessivo stimato in circa 400 milioni di euro.