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Valdastico, il Comune di Trento ribadisce il no: «Servono proposte concrete e confronto con il territorio»

Dopo l’intesa tra Governo e amministrazioni di Trentino e Veneto sull’A31, il municipio conferma la contrarietà all’opera e critica il mancato coinvolgimento nelle decisioni

Mappa del progetto

Mappa del progetto

La posizione del Comune di Trento sulla Valdastico non cambia. Anche dopo i recenti sviluppi sull’autostrada A31, l’amministrazione guidata dal sindaco Franco Ianeselli conferma il proprio dissenso, chiedendo al tempo stesso che eventuali decisioni siano accompagnate da proposte dettagliate, progetti chiari e dati concreti.

Un orientamento già espresso più volte negli ultimi mesi e ribadito anche in consiglio comunale a fine marzo, quando la maggioranza ha approvato una mozione per fermare l’ipotesi di un’uscita dell’autostrada in territorio cittadino. In quella sede, l’assessora all’urbanistica Monica Baggia aveva esteso il no non solo allo sbocco a Trento sud, ma all’intera infrastruttura, ritenuta in contrasto con la visione di mobilità sostenuta dal Comune.

La linea resta la stessa anche dopo l’accordo raggiunto tra il ministro Matteo Salvini e i governatori di Trentino e Veneto, Maurizio Fugatti e Alberto Stefani, che punta al completamento dell’A31 con uscita prevista ad Acquaviva. Da via Belenzani, però, si sottolinea come le criticità non riguardino soltanto il merito del progetto, ma anche il metodo seguito.

«Si tratta di un’opera che interessa direttamente il nostro territorio, ma della quale non siamo stati informati», evidenzia Baggia, tornando su una contestazione già sollevata in passato. Anche nei mesi scorsi, infatti, il sindaco Ianeselli aveva lamentato la mancanza di coinvolgimento del Comune, sottolineando come le informazioni fossero arrivate solo attraverso la stampa.

A distanza di settimane, il quadro non sembra essere cambiato. Dal Comune si insiste quindi sulla necessità di aprire un confronto reale con il territorio, a partire dalla condivisione di elementi concreti su un’opera che continua a dividere il dibattito tra Trentino e Veneto.

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