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Aree di salvaguardia approvate in Veneto: passo avanti in Consiglio regionale

Il consigliere Cunegato (AVS) parla di un risultato nato dal territorio e chiede tempi rapidi alla Regione

Una riserva idrica in Veneto

Una riserva idrica in Veneto

In Veneto arriva un passaggio considerato importante nella vicenda delle aree di tutela delle acque: la Commissione tecnica ha approvato lo studio sulle cosiddette aree di salvaguardia, un risultato che viene rivendicato come frutto della pressione e del lavoro dal basso dei comitati locali.

A sottolinearlo è Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, che richiama in particolare il ruolo del Comitato “Tuteliamo la Salute”, definendolo decisivo nell’avvio e nello sviluppo della battaglia. Il consigliere evidenzia anche il lavoro svolto in sede istituzionale attraverso interrogazioni e atti presentati in Regione.

Secondo Cunegato, il via libera tecnico rappresenta un passaggio che dovrebbe ora portare rapidamente all’adozione formale della delibera da parte della Giunta regionale, con l’obiettivo di chiudere definitivamente la partita legata al progetto Silva, che da tempo è al centro del dibattito.

Il tema, sottolinea il consigliere, resta quello della sicurezza dell’acqua e quindi della salute dei cittadini, soprattutto dopo le criticità emerse negli anni scorsi in Veneto con il caso Miteni. Per Cunegato non sono più ammessi ritardi e i territori interessati, tra cui Dueville e Montecchio Precalcino nel Vicentino, attendono risposte definitive.

L’attenzione politica si sposta ora anche sulla Commissione congiunta Sanità e Ambiente del Consiglio regionale del Veneto, prevista per il 23 aprile, che lo stesso Cunegato dice di aver richiesto con insistenza. In quella sede verrà affrontato anche il tema del controllo e del monitoraggio di 28 siti nel territorio vicentino, dove si trovano grandi quantità di materiali di scavo provenienti dai lavori della Pedemontana e potenzialmente contaminati da sostanze chimiche PFAS.

Per il consigliere regionale si tratta di un passaggio positivo ma non conclusivo: restano infatti, evidenzia, ulteriori elementi di rischio da affrontare per garantire la tutela della salute e dell’ambiente nel territorio veneto.

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