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Politica
06.02.2026 - 11:12
Giorgia Bedin
È stato un intervento lungo, sentito, a tratti personale e senza sconti, quello con cui Giorgia Bedin ha salutato il Consiglio comunale nell’ultima seduta che ne ha sancito ufficialmente la decadenza da sindaca di Monselice.
Un discorso che ha intrecciato memoria, bilancio amministrativo e rivendicazione politica, chiudendo un percorso durato sette anni alla guida della città. Bedin ha voluto partire da lontano, da dodici anni fa, quando – ha ricordato – non avrebbe mai immaginato un futuro in politica. «Serviva un assessore donna in quota Lega e forse qualcuno aveva sottovalutato sia la Lega sia le donne». La richiesta arrivò dalla sezione locale del partito, accettata dopo un confronto familiare non semplice. «All’epoca non li avrei ringraziati. Oggi invece sono grata per quell’opportunità: senza quella fiducia non avrei mai scoperto la mia passione per l’amministrazione e non avrei vissuto l’esperienza più difficile e formativa, anche sul piano umano, della mia vita». Non sono mancati i riferimenti agli errori commessi, in particolare da assessora all’ambiente sul tema del CSS: «Ho sbagliato, l’ho ammesso e da sportiva mi sono rialzata, imparando».
Un ringraziamento è andato anche a chi, in quel frangente, le fece “aprire gli occhi”, pur con toni che avrebbero potuto essere più delicati. Ampio spazio ai ringraziamenti: ai consiglieri e agli assessori dei due mandati, ai vicesindaci Andrea Parolo e Stefano Peraro, ma anche a una parte dell’opposizione che, pur nella diversità di idee, ha saputo collaborare per il bene comune. Bedin ha rivendicato con forza il bilancio amministrativo: una città «profondamente cambiata», dove la rigenerazione urbana è diventata la linea guida, lo sport un pilastro comunitario, il sociale una responsabilità condivisa tra Comune, Usl e associazioni. Una Monselice, ha sottolineato, capace di chiudere partite aperte da anni – dalle mura alle Sette chiesette, dalla Cava al Mastio e di attrarre turisti, investimenti e garantire servizi alla comunità.
In chiusura, il ringraziamento più grande alla famiglia per il sostegno e le rinunce e l’impegno a restare presente: «Finisce la mia esperienza da sindaca, ma non il mio modo di lavorare per Monselice. Ci sarò sempre, per ogni necessità».
Giada Zandonà
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