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Ambiente
19.04.2026 - 10:42
“Il recupero delle reti e degli attrezzi da pesca abbandonati sulle Tegnùe di Chioggia – ha evidenziato Massimo Marchiori, delegato Marevivo Veneto - rappresenta un intervento necessario per la tutela di un habitat di elevata sensibilità ecologica. Le Tegnùe, strutture biogeniche complesse che svolgono un ruolo fondamentale come hotspot di biodiversità nell’Alto Adriatico, sono particolarmente vulnerabili all’impatto delle reti fantasma”. “Questi attrezzi, sebbene incagliati, continuano a catturare e soffocare la flora e la fauna marine, alterando la funzionalità dell’ecosistema - dichiara Massimiliano Falleri, responsabile Divisione Subacquea di Marevivo. Grazie all’intervento Ghostnets e alla sinergia tra Marevivo, Castalia, CoNISMa e Ispra, è stato possibile effettuare un’attività mirata di individuazione, mappatura e rimozione degli attrezzi da pesca abbandonati, basata su protocolli condivisi e un approccio integrato tra ricerca scientifica e operatività subacquea. Il progetto ha consentito di migliorare lo stato ecologico dell’area e contribuire in modo efficace alla conservazione degli habitat bentonici tipici delle Tegnùe”. “Le Tegnùe di Chioggia sono fragili biocostruzioni marine ricche di specie rare e protette, che si sviluppano a partire dai 18 metri di profondità - ha detto Massimo Ponti del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Università di Bologna. Purtroppo, è frequente trovare su questi fondali reti da pesca e acquacoltura rimaste involontariamente impigliate ma anche attrezzi vetusti volontariamente abbandonati per la difficoltà, fino a un recente passato, di smaltirli a terra. A seconda dei casi questi attrezzi possono costituire un pericolo per le specie marine e in questo caso è opportuno rimuoverli, prestando però attenzione a non danneggiare le specie presenti più sensibili. Il protocollo messo a punto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale , supervisionato da ricercatori del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa) e da osservatori dell’associazione Marevivo, garantisce la correttezza e l’efficacia dell’intervento di rimozione”. (a.a.)
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