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Cronaca aggiornamento
20.01.2026 - 13:10
Foto di repertorio
La Corte d'Assise di Vicenza ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai genitori di un adolescente morto a causa di un tumore, accusati dalla procura di omicidio con dolo eventuale per aver ritardato, secondo l'accusa, le cure mediche necessarie. Gli imputati, Luigi Gianello e Martina Binotto, erano presenti in aula per la prima volta oggi, durante l'udienza preliminare del processo.
Il caso riguarda la tragica morte del loro figlio, un giovane di 14 anni, che è deceduto all'ospedale San Bortolo di Vicenza, dopo un lungo periodo durante il quale, secondo le indagini, i genitori avrebbero procrastinato le cure per il tumore. La Procura di Vicenza ha accusato la coppia di non aver agito tempestivamente, mettendo a rischio la vita del ragazzo, la cui malattia sarebbe stata trattabile se diagnosticata e curata in tempo.
Oltre alla richiesta di rito abbreviato, che avrebbe potuto comportare una riduzione della pena in caso di condanna, la Corte ha disposto l'acquisizione degli atti d'indagine, insieme a documenti provenienti dalla Procura dei Minori di Venezia, che aveva avviato un procedimento parallelo per la sospensione della potestà genitoriale dopo che il caso era stato segnalato.
Inoltre, la Corte ha stabilito che non saranno ascoltati i testimoni, ma verranno sentiti i consulenti tecnici sia della difesa che dell'accusa. Sarà inoltre ascoltata la madre del ragazzo, che potrà fornire la sua versione dei fatti durante il processo.
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