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Cronaca
30.01.2026 - 09:39
Gennarino De Fazio
Un giovane detenuto ha deciso di porre fine alla sua vita ieri sera, impiccandosi nel bagno della sua cella alla Casa di Reclusione di Padova. Questo suicidio segue quello di mercoledì mattina, il secondo in appena 36 ore nel penitenziario di Via Due Palazzi. Un episodio che non fa che confermare una tragica realtà: il sistema penitenziario italiano è alle prese con una vera e propria strage di suicidi tra i detenuti.
Il 2025 si è chiuso con 78 suicidi tra i detenuti e 4 operatori, e il 2026 è iniziato nel medesimo segno, con già 5 ristretti che hanno deciso di togliersi la vita solo nel mese di gennaio. Numeri che segnano una costante escalation di tragedie all’interno delle prigioni italiane.
Un sistema penitenziario allo stremo
Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, ha sottolineato la gravità della situazione: "Non abbiamo ancora dettagli completi sulla dinamica dell'ultimo suicidio, ma sappiamo bene che gli elementi in gioco non cambiano. La realtà che emerge dalle carceri italiane è fatta di strutture malsane, sovraffollate, disfunzionali e, di fatto, illegali. A Padova, 670 detenuti sono costretti a vivere in spazi previsti per 432 persone, con un sovraffollamento che arriva al 155% della capacità".
De Fazio ha messo in evidenza anche la drammatica carenza di personale: "Gli agenti in servizio sono solo 310, ma ne servirebbero almeno 445, con una carenza del 30%. La situazione si inserisce in un contesto nazionale preoccupante, dove i detenuti sono ormai quasi 64.000, contro una disponibilità di 46.063 posti, un numero in costante diminuzione a causa della vetustà delle strutture e della carenza di manutenzione".
La disperazione che genera il sistema
Secondo il Segretario della UILPA, la violenza e la devastazione delle celle non sono solo atti di ribellione contro le regole, ma anche il risultato di una profonda disperazione causata dalle condizioni di vita in carcere. "Molti detenuti, in preda alla frustrazione, distruggono le proprie celle. Non si tratta solo di un rifiuto delle norme, ma della risposta a una condizione insostenibile che li schiaccia giorno dopo giorno".
Anche il personale della polizia penitenziaria è in difficoltà. "Nel corso dell'ultimo anno, il numero degli agenti in servizio è diminuito di 243 unità. Per far fronte alla carenza complessiva, servirebbero almeno 20.000 nuovi agenti", ha aggiunto De Fazio.
Interventi urgenti richiesti
Il Segretario della UILPA ha fatto appello al governo per misure concrete: "È indispensabile ridurre la densità detentiva, potenziare gli organici della polizia penitenziaria e rinnovare le strutture. Allo stesso tempo, bisogna garantire un’adeguata formazione al personale, investire in nuove tecnologie e fornire assistenza sanitaria adeguata, soprattutto ai detenuti con problemi psichici. Senza riforme strutturali, la situazione continuerà a degenerare", ha concluso.
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