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Cronaca
01.02.2026 - 13:40
Un tonfo secco nel tardo pomeriggio e, in pochi istanti, la parete esterna della questura di Venezia si è trasformata in un cumulo di laterizi. Nessun ferito, nessun danno a uffici o mezzi.
Sabato 31 gennaio, tra le 16.30 e le 17, è crollato il muro di cinta della questura di Venezia, nell’area di Santa Chiara. Secondo le prime informazioni, quasi tutta la parete esterna ha ceduto all’improvviso, “sgretolandosi su se stessa” dalle fondamenta. Non si registrano coinvolti né danni a veicoli, uffici o materiali della Polizia di Stato presenti nel complesso.
Elemento che colpisce, e preoccupa, è l’assenza di segnali premonitori: non risultavano crepe visibili, né erano in corso lavori o sopralluoghi specifici. Il cedimento si sarebbe verificato in modo improvviso, in un momento in cui per puro caso nessuno transitava nelle immediate vicinanze.
I vigili del fuoco sono intervenuti per primi, delimitando e mettendo in sicurezza l’area con l’uso di boe, vista la particolarità del contesto lagunare. Gli agenti hanno provveduto a spostare materiali e a gestire i detriti. Contestualmente è scattata la regolazione del traffico acqueo, affidata al reparto di navigazione della polizia locale, per evitare rischi e assembramenti nelle aree contigue.
Le informazioni disponibili confermano che il crollo non ha intaccato edifici interni, uffici, veicoli o attrezzature della polizia. Resta tuttavia la consapevolezza di un rischio sfiorato: la dinamica e l’orario avrebbero potuto generare conseguenze ben più gravi se qualcuno fosse passato accanto al muro al momento del cedimento.
Le cause del collasso sono oggetto di verifiche. La dinamica “dalle fondamenta” e l’assenza di avvisaglie riaccendono il tema del controllo puntuale delle strutture anche quando non presentano segni evidenti di sofferenza. La zona resta delimitata e in sicurezza: solo dopo gli accertamenti tecnici si potrà programmare il ripristino del muro perimetrale.
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