Scopri tutti gli eventi
Cronaca
08.02.2026 - 12:20
Foto Ansa
Il respiro dell’inverno, atteso da migliaia di appassionati, si è trasformato in una morsa implacabile. In poche ore, dall’estremo ovest valdostano fino alle vette del Trentino e alle Alpi lombarde, una successione di incidenti ha scosso l’intero arco alpino: cinque vite spezzate, un ferito in condizioni critiche e un monito che risuona netto, tra cordate, piste e canali di neve, sull’importanza di leggere i segnali della montagna.
Il Trentino ha registrato altre due vittime nel pomeriggio. Sulla Marmolada, nei pressi di Punta Serauta, una valanga ha coinvolto quattro cittadini italiani: un escursionista è morto, travolto dalla massa nevosa. Quasi in contemporanea, uno scialpinista è spirato all’ospedale Santa Chiara di Trento per i gravi politraumi riportati dopo essere stato investito da una slavina nel canale che scende da Forcella Ceremana, al confine tra la Val di Fiemme e l’area di San Martino.
In tutto l’arco alpino interessato, l’insieme di due fattori — instabilità del manto nevoso e forte affluenza di sportivi nel weekend — ha accresciuto il rischio. La rapidità dei distacchi ha reso inefficaci manovre di scampo anche per i più esperti. Malgrado gli avvisi e i monitoraggi costanti, il margine d’errore si è ridotto a zero nelle ore cruciali. È qui che si innesta il monito, tutt’altro che retorico: attenersi rigorosamente ai bollettini nivometeorologici, scegliere itinerari coerenti con il grado di pericolo, rinunciare quando le condizioni lo impongono.
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516