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Cronaca
26.02.2026 - 07:08
Foto di repertorio
Ha aspettato l’uscita da scuola, poi ha afferrato il figlio per un braccio tentando di trascinarlo via. La scena, avvenuta davanti a studenti e genitori, si è conclusa con l’arresto del padre, un cinquantenne originario di fuori provincia, ora sottoposto al divieto di avvicinamento al ragazzo e ai luoghi da lui frequentati.
Il minore, che frequenta le scuole medie in città, era stato affidato in via esclusiva alla madre con un provvedimento del giudice. Una decisione che l’uomo non avrebbe mai accettato, contestandola anche pubblicamente negli ultimi tempi. Ma lunedì scorso la protesta è degenerata.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo si è presentato davanti all’istituto poco prima del suono della campanella. All’uscita degli studenti ha individuato il figlio e lo ha afferrato per un braccio nel tentativo di portarlo via. Il ragazzo, spaventato, è riuscito a divincolarsi mentre intorno si creava un parapiglia. Alcuni presenti hanno immediatamente chiamato i carabinieri; anche la madre, avvisata di quanto stava accadendo, si è precipitata a scuola.
I militari, informato il pubblico ministero, hanno arrestato l’uomo con l’accusa di tentato sequestro di persona. È stato trasferito nel carcere di Spini, dove ha trascorso due notti.
Ieri mattina è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari, Marren Tamburrino, per l’udienza di convalida.
L’arresto è stato convalidato, ma il giudice ha disposto la scarcerazione, sostituendo la misura con l’obbligo di firma tre volte alla settimana. Inoltre, il reato è stato riqualificato da tentato sequestro di persona – ipotesi che, trattandosi di un minore, prevede pene da tre a dodici anni – a violenza privata, punita con la reclusione fino a quattro anni.
L’uomo, che non risulta avere una dimora stabile, può ora muoversi in città ma non potrà avvicinarsi al figlio né ai luoghi da lui frequentati. Un’eventuale violazione del divieto comporterebbe un immediato ritorno in carcere.
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