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Cronaca
27.02.2026 - 07:27
Foto di repertorio
Un 31enne è stato condannato dal Tribunale di Trento a 2 anni e 2 mesi di reclusione per atti sessuali e adescamento di minore. Dovrà inoltre versare 7.000 euro di risarcimento alla vittima.
La sentenza è stata emessa da un collegio presieduto dal giudice Rocco Valeggia.
I fatti risalgono al 2021, nel pieno delle restrizioni Covid.
Secondo l’accusa, l’uomo – all’epoca 26enne – avvicinò una dodicenne in un parco vicino all’abitazione della ragazza con il pretesto di conoscere la famiglia. Dopo aver ottenuto il numero di telefono, avrebbe iniziato a inviarle messaggi e richieste esplicite, anche via social, sollecitandola a mandare foto senza vestiti.
In tre occasioni avrebbe inoltre tentato approcci fisici, con baci e palpeggiamenti.
L’ultimo episodio fu interrotto dall’intervento dei carabinieri, che notarono la giovane, palesemente a disagio, seduta su una panchina con un uomo più grande. L’imputato provò a spacciarsi per amico dei genitori, ma una telefonata alla famiglia lo smentì.
In caserma, alla presenza dei genitori, la minore ricostruì quanto accaduto, riferendo di non aver mai risposto ai messaggi ricevuti.
Il pubblico ministero Davide Ognibene aveva chiesto 6 anni e 6 mesi di pena. Il collegio giudicante ha tuttavia riconosciuto attenuanti ritenute prevalenti sulle aggravanti, fissando la condanna a 2 anni e 2 mesi.
La ragazza, costituitasi parte civile tramite i genitori, ha ottenuto il riconoscimento del danno morale e materiale.
L’imputato risulta avere precedenti per un episodio analogo.
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